Il sociologo del K-pop

Perché la Corea ha tanto successo tra i giovani?

blackpinkLo ammetto. Sto imitando Umberto Eco. Ancora una volta. Tentativo ben poco modesto, a dire la verità. Il grande semiologo e filosofo aveva cercato di trattare temi ritenuti frivoli con i mezzi interpretativi della semiotica, della linguistica e della filosofia. Aveva dedicato pagine di grande acume al fumetto americano, alle “canzonette” italiane, e così via. Ora, l’obiettivo di queste note è più modesto, ma spero e penso di una qualche utilità. Parleremo di musica e società. Nello specifico, parleremo di k-pop. La Corea sta vivendo un suo momento di splendore, milioni di fan seguono il K-pop in questi anni, si appassionano ai cosiddetti “drama” (serie ad ambientazione coreana), e persino il cinema “serio” riscuote un successo crescente in Occidente e nei paesi asiatici limitrofi, come dimostra il recente premio Oscar a “Parasite”. Ad un’osservazione anche superficiale delle tendenze sul web, si registra una crescita dei corsi di lingua coreana e di contenuti legati alla cucina di questo paese. Un’infatuazione passeggera? Una moda di nicchia? Certo, nei media tradizionali e negli spazi del social web a questi collegati, questa tendenza non risalta in tutta la sua evidenza. Forse perché il target, da un punto di vista puramente di mercato e sociologico, è anagraficamente diverso: la Corea interessa soprattutto ai giovani e sfugge a certi canali di comunicazione. Continua a leggere “Il sociologo del K-pop”