Un mosaico di lingue (letterature) e paesi in forte sviluppo, cerca di rimanere equidistante nello scontro Cina-Stati Uniti.
Questa nota potrebbe sembrare fuori tema rispetto agli articoli che di solito pubblico. L’anomalia si spiega in questo modo: si tratta di una nota nata dall’esigenza di comprendere meglio la situazione socio-economica di quel vasto spazio geografico noto come Sud-Est Asiatico. Questa esigenza è sorta durante una “ricerca” preliminare, un po’ a tentoni, sulle letterature autoctone prodotte, in particolare, a Singapore e Hong Kong. Anche se Hong Kong non è, strettamente parlando, nel ‘Sud-Est Asiatico’, ha però forti legami con quest’area. Nel corso di alcuni mesi, ho annotato i titoli di vari autori e opere, compresi quelli occidentali, che hanno scritto romanzi o raccolte di racconti ambientati in questi luoghi. Le opere letterarie che ho annotato sono state scritte in cinese cantonese, mandarino, malese (una delle lingue ufficiali anche di Singapore) e inglese. Tuttavia, mi sono reso conto che rischiavo di costruire ‘isole senza storia’. Infatti, a parte Hong Kong, una città che ha sempre suscitato il mio interesse, non conoscevo molto della storia del Sud-Est Asiatico, né della sua attuale situazione socio-economica e politica.
Ho iniziato, quindi, a esaminare vari istituti di ricerca e centri studi che pubblicano aggiornamenti sul Sud-Est Asiatico, anche se questo potrebbe sembrare un po’ noioso e forse meno interessante del solito (se interessante lo è).
La breve nota che segue si basa su di Southeast Asian Affairs 2024, pubblicato da ISEAS Publishing, il ramo editoriale dello Yusof Ishak Institute di Singapore. Questo istituto si dedica allo studio della politica, dell’economia e delle questioni sociali del Sud-Est Asiatico da diversi decenni.
Gli ultimi anni paiono essere stati un periodo fortemente dinamico per il Sud-Est Asiatico. Nella diversità di istituzioni politiche, dominano comunque forme di governo che, pur ispirate a strutture democratiche di derivazione anglosassone, sono spesso sistemi abbastanza chiusi di specifiche élite. Quello che risulta, comunque, è che tutta l’area è proiettata verso un futuro di intensa crescita che potrebbe fare del Sud-Est Asiatico la nuova Cina della seconda parte del secolo. In particolare, Vietnam e Indonesia paiono destinate ad un forte sviluppo.
Le tensioni geopolitiche tra Cina e Stati Uniti stanno però in qualche modo rallentando questo processo. La pubblicazione sopra citata esamina in modo dettagliato la situazione politica di ogni paese, ma se proprio si vuole dare una sintesi dell’atteggiamento, si potrebbero riportare le scelte politiche dei paesi dell’area. Riporto, quasi citando, ma adattando.
Per quanto riguarda la Malesia, pur cercando di bilanciare le relazioni con gli Stati Uniti e la Cina, nel 2023 sembra esserci una ‘leggera inclinazione’ verso la Cina. La Cina è stato il primo Paese visitato dal Primo Ministro Anwar dopo i Paesi dell’ASEAN e l’Arabia Saudita. La Cina è il principale partner commerciale e il più grande investitore estero della Malesia.
Nel 2023, Singapore, invece, ha continuato a perseguire una politica di autoproclamato equilibrio tra le due grandi potenze, anche se l’elemento etnico cinese è molto influente a Singapore. Nel corso dell’anno, il Primo Ministro Lee ha visitato sia gli Stati Uniti che la Cina.
Infine, le Filippine, perno della strategia di alleanza militare degli Stati Uniti nella zona, è vistosamente schierato a favore dell’America.
Questi sono i tre poli, ma la maggior parte dei Paesi della regione è rimasta relativamente in silenzio e si è “finta” equidistante sul conflitto latente che riguarda le due grandi potenze nell’area del Mar Cinese Meridionale.
Un quadro di grande dinamismo che potrebbe catalizzare o ostacolare lo sviluppo sociale ed economico dell’area. Ometto, ovviamente, l’analisi dettagliata di ogni singolo paese. Qui ci interessa la situazione generale.
Tutto questo potrebbe sembrare poco correlato alle questioni letterarie citate sopra. In realtà, è proprio lo spulciare tra le opere che andavo via via trovando, che mi ha indotto a cercare di capire meglio la realtà dell’area. Spesso, l’ambientazione coloniale o post-coloniale, il rapporto stretto tra l’emergere di nuove identità culturali e nazionali in conflitto e confronto con l’Occidente, si presentano anche nella narrativa. Mi pare ovvio, quindi, che per comprendere lo ‘sfondo spirituale’, le ansie e le speranze che inevitabilmente vengono incorporate dalla letteratura contemporanea, fosse necessario comprendere la situazione geopolitica ed economico-sociale.
Procedo su questa strada. Vi terrò (forse) aggiornati.