Il cosmopolitismo contemporaneo

Un utile e agile manuale sull’argomento

teraMetropoli cosmopolita, cultura cosmopolita, società cosmopolita. Queste espressioni si sono fossilizzate nel gergo giornalistico e, come tutte le espressioni abusate, sono diventate troppo vaghe per avere un significato. Ma il cosmopolitismo è faccenda serie: è un concetto filosofico e politico, sociale e antropologico insieme. Contiene in sé secoli di idealismo e di sogni che dipingono società integrate nella diversità sotto l’unico denominatore comune dell’umanità. Nel procurarmi materiale per un libro, ho dovuto documentarmi con un certo scrupolo, cercando di capire il cosmopolitismo declinato nella nostra epoca. Da qui deriva questa mia breve nota di lettura sul libro di Angela Taraborelli, Il cosmopolitismo contemporaneo (Ed. Laterza, 2011). Continua a leggere “Il cosmopolitismo contemporaneo”

Parlare in qualsiasi lingua?

“Il Parla Lingue”, piccolo manuale motivazionale del poliglotta irlandese Benny Lewis

il-parla-lingue-libroBenny Lewis è un noto poliglotta irlandese che ha riscosso un certo successo mediatico sul web, anche grazie al suo ruolo di testimonial per una piattaforma on-line (a pagamento) per imparare le lingue da autodidatta. Ho sempre avuto una certa perplessità per i poliglotti dell’epoca del web, quanto stima per gli eruditi del passato, traduttori, lettori di opere letterarie e scientifiche, unico vero modo per imparare in profondità un idioma straniero oltre la soglia dell’uso colloquiale (come il “santo” protettore dei poliglotti, il leggendario Cardinale Gaspare Mezzofanti). Ascoltando coloro che dicono di conoscere molte lingue sul web, non di rado mi sono imbattuto in una pronuncia sommaria, in frasi standard imparate a memoria, giusto per realizzare un video “poliglotta” acchiappa like su Youtube. Mi sono accorto di questa finzione mediatica solo per quelle (poche) lingue che mastico un poco, e che esercito con gran fatica e dedizione (direi amore, nel senso sentimentale del termine); la perplessità di ridurre la conoscenza di una lingua a qualche frase imparata a memoria, come dicevo, mi ha sempre lasciato perplesso. Continua a leggere “Parlare in qualsiasi lingua?”

Byron in salsa russa

Immoralità e noia nell’opera di Lermontov

lermontovMichail Lermontov è un poeta e scrittore russo che pare egli stesso personaggio letterario. Anima tormentata, tipico rappresentante di quello che tra le aule scolastiche avete sentito definire come “titanismo romantico”, Lermontov muore giovane in seguito ad un duello, a soli ventisette anni. La giovane età lo pone in un ruolo problematico nel contesto letterario russo. Da un lato, il breve tratto di tempo che ha costituito la sua vita non gli ha permesso di raggiungere a pieno la sua maturità artistica. Dall’altro Lermontov ha lasciato versi e opere in prosa che ci paiono perfettamente compiute e che collocano l’autore in un panorama di respiro europeo. Continua a leggere “Byron in salsa russa”

Capri espiatori e zoologia “complottista”

Come la ricerca ossessiva del complotto e del colpevole danneggiano la coesione sociale

Sembra che il mondo si divida in due tipi di umanità: quelli che vedono il complotto, e quelli che non lo vedono. Per i primi, i secondi non lo vogliono vedere o, peggio ancora, sono collusi. Per i secondi, i primi sono dei folli oppressi da ossessioni e manie di persecuzione. Non sosterrò la facile scappatoia del compromesso affermando che “la verità sta nel mezzo”, ma al contrario cercherò di spiegare perché la costante caccia al colpevole occulto e la ricerca ossessiva del complotto, con la visione di un mondo “umano” sostanzialmente ostile, siano uno dei principali problemi della società contemporanea, ed anzi, vi apportino grande danno. Continua a leggere “Capri espiatori e zoologia “complottista””

Danza Venere, balla Bacco…

Mito classico e arte rinascimentale: una guida alla comprensione

51PGOWJYCtLImmaginiamo di entrare nel salone di una magnifica dimora storica (dopo che ci avranno liberati dagli arresti domiciliari della pandemia). Magari ci troviamo nella veste di turisti. Alziamo gli occhi verso un vorticante soffitto affrescato. Riconosciamo qualche immagine, qualche personaggio, ma per lo più il godimento che ne traiamo è estetico, non mediato dalla conoscenza del soggetto. È molto probabile che il tema trattato dall’affresco sia di origine mitologica, e precisamente che le figure che dominano maestose sulla nostra testa, siano divinità del pantheon greco-romano. Continua a leggere “Danza Venere, balla Bacco…”

La Roma dei salotti culturali

Arguzia, stupore e potere del dialogo salottiero

romaQuando acquisto libri in contesti non familiari, vale a dire non nelle solite librerie in cui vado, ma in giro per il paese, per bancarelle, in ammuffite librerie di usato, e così via, sono solito mettere una notarella sul luogo e la data di acquisto, in fondo al libro. Pare che questa volta mi sia dimenticato di scrivere questa nota ausiliare della memoria, visto che il libretto Salotti romani dell’Ottocento, scritto da Ludovico Paolo Lemme e pubblicato da una casa editrice che non avevo mai sentito, non riporta né data, né luogo di acquisto. Il volumetto ha “solo” trent’anni, ma pare ben più antico per via della grafica retro. Non è stato, però, il valore antiquario del libro, peraltro nullo, a spingermi a comprarlo (forse a Bologna?), quanto il tema: il salotto culturale. Continua a leggere “La Roma dei salotti culturali”

Scegliere il kimono, catturare lucciole..

Il romanzo Neve sottile di Jun’chiro Tanizaki

tanizakiNella versione compatta in un solo tomo della voluminosa storia letteraria, intitolata semplicemente Letteratura giapponese. Disegno storico*, lo storico della letteratura Kato Shuichi, aveva già segnalato lo scrittore Jun’chiro Tanizaki come tra i maggiori autori del Novecento Giapponese, indicando nel romanzo Neve sottile il culmine dell’opera di Tanizaki.

Con scrupolo di studioso novizio della cultura di questo paese, in contemporanea alla conoscenza del quadro storico-letterario di riferimento, mi trovavo già tra le mani la lista di un certo numero di titoli della letteratura del periodo classico da leggere o già letti; ma le note riportata da Shuichi a proposito di Neve Sottile, mi hanno persuaso a mutare la mia forzata sistematicità, e a ritornare al Novecento. Continua a leggere “Scegliere il kimono, catturare lucciole..”

La campana del tempio

Sospensioni filosofiche nel romanzo incompiuto Denti di leone di Kawabata Yasunari

1 yASUNARINella campagna silenziosa, nei pressi di un tempio, si trova una clinica con un reparto psichiatrico e neurologico. Ad ore stabilite, ogni giorno, la campana del tempio risuona. Sono i “matti” a suonare la campana. Il personale della clinica pensa che questo rito abbia la capacità di dar sollievo ai pazienti. La giovane e bella Ineko soffre di un grave disturbo: a tratti gli oggetti e le persone di fronte a lei scompaiono. Non si tratta di un caso di cecità, ma di una vera e propria invisibilità selettiva che colpisce in particolare le persone amate da Ineko. È per questo che sua madre e il suo fidanzato, Hisano, la stanno accompagnando in questa clinica psichiatrica situata in un angolo remoto e silenzioso. Continua a leggere “La campana del tempio”

La metafisica del gatto

Invito alla lettura di Wisława Szymborska

szCome aspirante polonista e slavista, avevo guardato sempre con un certo sospetto e pregiudizio l’opera di Wisława Szymborska. Il pregiudizio mi derivava dal fatto che se la poesia è – sfortunatamente – un fenomeno di nicchia, l’incredibile successo editoriale e mediatico dell’opera della Szymborska non poteva che essere un fenomeno di massa, e quindi di qualità discutibile. Ma di pregiudizio si trattava, come ho capito accostandomi all’opera della poetessa polacca, premio Nobel per la letteratura. Succede quindi che per motivi di studio (un corso monografico all’Università di Bologna), mi trovo costretto ad avvicinarmi all’opera della Szymborsa, in lettura diretta e approcciandomi alla critica sulla sua opera. Come si sarà capito dall’introduzione apologetica, ho dovuto ricredermi sul valore della poesia della Szymborska. Continua a leggere “La metafisica del gatto”

Combattere le tigri a mani nude

Elogio di Sandokan (e del suo creatore, Emilio Salgari)

TigriSarà forse perché nel rivendicare gusti ingenui, il critico o il semplice lettore, si dichiara indirettamente ricercato e raffinato. O sarà semplicemente perché i romanzi del ciclo di Sandokan di Emilio Salgari sono effettivamente di una godibilità che crea subito affezione per il suo impavido eroe. Lettura per ragazzi e lettura vintage ad un tempo. La prima, una categoria che ha condannato molte opere ad una nicchia che non apparteneva loro, mettendo in ombra alcuni importanti capolavori della letteratura mondiale (uno su tutti, Jules Verne). La seconda etichetta, quella di vintage, più onesta: i “ragazzi” di oggi forse non hanno mai sentito parlare di Sandokan, e già per la mia generazione i libri di infanzia, negli anni Ottanta del secolo scorso, erano altri. Continua a leggere “Combattere le tigri a mani nude”

La vita come “lista”

L’arte delle liste. Semplificare, organizzare e conoscere meglio sé stessi

lista.jpgDi “vertigine della lista” ne aveva parlato anche il compianto Umberto Eco, con una profondità forse di altro tipo. Quale che sia il punto di vista a cui si guarda per descrivere il fenomeno “lista”, è indubbio che l’accumulo, il mucchio, e tutto ciò che riguarda un insieme numeroso e indefinito di oggetti sia una potentissima metafora, in arte come nella vita. A voler forzare le cose e a voler essere a tutti i costi filosofi, il mondo è in definitiva contenuto in una lista, forse finita, forse infinita, di oggetti, parole, stati. Alla giornalista e scrittrice francese Domenique Loreau, che vive in Giappone da oltre vent’anni, interessa questa potenzialità della lista, tanto da farne un libro. Il bel volumetto cartonato esce per una nota collana Vallardi ispirata alla filosofia e all’estetica del paese del Sol Levante, una vera e propria moda, ormai, quella del Giappone e di giapponeserie varie. Continua a leggere “La vita come “lista””

Ipocrisie borghesi

Revolutionary Road di Richard Yeats

rev.jpgDiventato famoso al grande pubblico dopo l’uscita dell’omonimo film del 2008 (con Leonardo DiCaprio e Kate Winslet), Revolutionary Road di Richiard Yeats rientra a pieno titolo nei classici del romanzo americano contemporaneo. Aggiungiamo, con una punta di snobismo, che coloro che conoscono le letterature europee spesso stentano a capire la “grandezza” attribuita dagli stessi americani ad alcuni loro autori (tra i quali il sopravvalutato Francis Scott Fitzgerald). Questo deprecabile atto di superbia critico-interpretativa dei lettori del Vecchio Continente non riguarda, però, il romanzo di Yeats. Questo ipotetico lettore, infatti, coglie immediatamente il valore artistico di Revolutionary Road. Continua a leggere “Ipocrisie borghesi”

Ma come si imparano le lingue?

Un’introduzione alla linguistica acquisizionale

ChiniIl piccolo manuale introduttivo alla Linguistica acquisizionale di Marina Chini (M. Chini, Che cos’è la linguistica acquisizionale? Carocci 2005), rientra in quelle utilissime letture condensate che ci permettono di accedere al quadro di insieme di una disciplina senza scontrarci con una mole troppo ampia di dati e concetti. Pensato per gli studenti, è lettura consigliata anche per coloro che, desiderosi di imparare una lingua straniera, vogliano diventare maggiormente consapevoli dei meccanismi che stanno alla base dell’apprendimento. La Linguistica acquisizionale, infatti, è quell’area di studio che si occupa dell’acquisizione di una seconda lingua non materna (la cosiddetta L2). Un campo ben diverso, dunque, dallo studio del bilinguismo, fenomeno che si verifica quando l’individuo forma la sua competenza linguistica in una o più lingue nel corso dell’infanzia, padroneggiandole con pari competenza. Continua a leggere “Ma come si imparano le lingue?”

L’India, il Cosmo, gli dei

Note su Hinduismo (a cura di G. Filoramo)

hinduismo.jpgL’india è ben più di una nazione o di uno stato. È un intero mondo. Tutte le civiltà che si sviluppano su ampi spazi terrestri, tra cui la Cina e in misura inferiore l’Occidente europeo, tendono a considerare se stesse come il centro della storia. L’india non fa eccezione. Ma il sub-continente indiano è anche un enigma per gli occidentali. Pare tanto lontano e diverso, eppure la sua cultura è strettamente imparentata con la nostra. Non a caso, da un punto di vista linguistico, la lingua conosciuta come Hindi-Urdu, parlata in Pakistan e in gran parte dell’India, fa parte della grande famiglia linguistica indoeuropea, la stessa a cui appartengono lingue come italiano, tedesco, norvegese, e quasi tutte le lingue d’Europa. Fu nel corso dell’Ottocento che gli studiosi si accorsero dell’incredibile somiglianza tra sanscrito (la lingua da cui deriva l’Hindi-Urdu e altre lingue indiane) e il latino.* Continua a leggere “L’India, il Cosmo, gli dei”

L’attesa del nulla

Vitalismo e rassengnazione nel romanzo Oblomov di Ivan. A. Gančarov

OblomovLa speranza e l’aspettativa in un futuro che ci porterà quello che desideriamo, sono due elementi che occupano un posto di rilievo nella vita di un individuo. Questa sorta di meccanismo temporale e immaginativo ci pare quasi connaturato alla mente umana: ben pochi possono pensare di vivere senza avere un’idea di quello che vogliono e di un tempo nel quale questo desiderio potrebbe avverarsi. In un certo senso, vita e futuro coincidono, condizionando il nostro presente. Ma questo futuro, per essere raggiunto come desiderio realizzato, implica che la vita sia anche azione, e non solo attesa. Continua a leggere “L’attesa del nulla”

Il tempo lento sulle montagne

La montagna incantata di Thomas Mann

Montagna incantata.jpgRacchiudere in uno spazio come una “scheda di lettura” La Montagna incantata di Thomas Mann potrebbe risultare un azzardo. L’opera, infatti, si caratterizza anche per una certa mole fisica, visto che nell’edizione Corbaccio arriva a quasi settecento pagine. Non è stata certo la mole, però, ad averne decretato l’importanza letteraria fin dalla pubblicazione e, successivamente, a farla transitare nell’Olimpo dei classici. L’opera di Mann, d’altra parte, necessita anche di una certa mole di pagine che, nella narrazione, diventano quantità di tempo. Vedremo perché. Racconto lineare, con intreccio ridotto al minimo, La Montagna incantata è la storia del giovane ingegnere tedesco Hans Castorp, poco più che ventenne, che arriva in una celebre stazione di cura in alta montagna, sulle alpi Svizzere: il Berghof. Siamo negli anni antecedenti la Grande Guerra. Gli echi della Belle Èpoque si stanno spegnendo. Castorp arriva per far visita al cugino e si propone di rimanere tre settimane. Le cose non andranno così. Continua a leggere “Il tempo lento sulle montagne”

Concentratevi!

Nota sul libro “Una cosa sola. L’unico metodo per fissare le priorità e ottenere risultati eccezionali” di G. Keller e J. Papasan

una cosa sola.jpgTorniamo ai libri di crescita personale. Nell’estate appena trascorsa mi è capitato tra le mani il libro di G. Keller e J. Papasan, Una cosa sola. L’unico metodo per fissare le priorità e ottenere risultati eccezionali.(Tea edizioni).
Come succede spesso per opere di questo tipo, il nucleo concettuale è abbastanza limitato, nel senso che le idee principali sono ben definite e non molto numerose. Poi ci si sofferma su particolari ed esempi pratici che diano l’idea dell’utilità dell’idea espressa. Anche nel caso di questo libro le cose non vanno troppo diversamente.
Si tratta di un libro motivazionale di un manager (e del coautore che pare abbia un ruolo minore), che individua nel concetto di “una cosa sola” la chiave per il successo individuale in vari ambiti della vita. Continua a leggere “Concentratevi!”

Impeto e libertà

L’autobiografia di Vittorio Alfieri

Vita Alfieri.pngPonte di passaggio tra Classicismo e Romanticismo, Vittorio Alfieri è, al pari di Byron, importante come personaggio e personalità, quanto e forse ancor più che come autore. Lo si comprende bene leggendone la vita: temperamento libertario e impulsivo, sempre alla ricerca di una libertà totale, decide di non sposarsi e di non procreare in modo consapevole, rinuncia all’eredità paterna in favore della sorella in cambio di un vitalizio, si congeda dall’esercito per non dover chiedere il permesso di viaggiare al Re.

E poi viaggia tantissimo. Da una prima gioventù dall’orizzonte troppo provinciale, fugge non appena responsabile legalmente di se stesso, in giro per l’Europa, passando per le terre scandinave, la Russia, la Germania, la Francia, l’Inghilterra, la penisola iberica. Continua a leggere “Impeto e libertà”

Dimenticare gli affanni

Il vino nel mondo antico. Archeologia e cultura di una bevanda specialedi S. De’ Siena

De Siena.jpgGli esseri umani hanno sempre cercato di relegare i lati neri dell’esistenza sul fondo della loro coscienza. Di volta in volta con ideologie redentrici, negazioni, tentativi di oblio. Tra questi ultimi rientra certamente l’uso di bevande o sostanze che possano farci allontanare dalla realtà, in apparenza salvandoci dalla sofferenza.
Ora, non farò certo qui né l’apologia dell’uso di una qualsiasi bevanda o sostanza che alteri la coscienza, né la condanna in sé. Di medici, psicologi, maestri di vita è pieno il mondo. Per avere un parere pro o contro di tipo medico, sanitario, sociale, etico, rivolgetevi a loro.
Vi parlerò, invece, di un bel libro uscito qualche anno fa (2012) di storia e archeologia del mondo antico: Stefano De’ Siena, Il vino nel mondo antico. Archeologia e cultura di una bevanda speciale (Mucchi editore). Un bel libro anche dal punto di vista della confezione, se vi interessa l’aspetto estetico dei volumi: carta patinata, ricco di illustrazioni documentarie, copertina plastificata. Continua a leggere “Dimenticare gli affanni”

Amori di carta nel Giappone medievale

Qualche nota su Il dario di Izumi Shikibu

diario IzumiLa mia, per ora, va considerata una lettura spontanea, se non ingenua. Un percorso da poco iniziato per tentare di capire in profondità due delle più importanti culture del cosiddetto Estremo Oriente (Cina e Giappone), è un percorso di ostacoli in primo luogo linguistici, ma anche antropologici. Per capire realmente la letteratura prodotta da un popolo e per impararne la lingua, occorre una comprensione in primo luogo culturale, e una prospettiva temporale di lungo respiro.

Va detto che questi universi linguistico-culturali, Cina e Giappone, sono di un’importanza che travalica l’area geopolitica di riferimento e, se mi si passa l’espressione non molto felice, si pongono su un piano di perfetta parità con la Civiltà Occidentale, che pure li ha influenzati e da essi si è fatto influenzare. Continua a leggere “Amori di carta nel Giappone medievale”