Pirati e disimpegno

Letteratura di (nobile) evasione

stevensonSe siete stanchi di impegno, se ne avete abbastanza di sentire politici ripetere sempre le stesse cose e, ugualmente, non ne potete più di ascoltare la lamentela popolare col suo traboccare di luoghi comuni, fate un gesto di evasione, salvatevi. Isolatevi, egoisticamente, in un mondo piacevole, leggero. Plasmatelo a vostro uso e consumo, senza pensieri. Sedetevi in poltrona, sorseggiate un buon whisky invecchiato (o se non vi piace il genere, una tisana esotica o un tè), e leggetevi un libro. Oggi che l’invito alla lettura è diventato un’ennesima forma di impegno, e che questo “appello” qualche volta risulta un po’ antipatico (leggere fa bene, come mangiare frutta e verdura), leviamo subito di torno l’impegno. Leggetevi disimpegnati romanzi di genere, secondo la vostra indole. Divertitevi con la storia, la narrazione. Se vi va, seguite le mode del momento, gli autori da classifica. Continua a leggere “Pirati e disimpegno”

Leggere libri è un dibattito

La rubrica “Schede-di-lettura”

“Schede di lettura” è un nome datato, quasi stantio e che sa di polveroso. Forse perché l’aggettivo “polveroso” viene spesso accostato alla parola biblioteca, un altro vocabolo-contenitore che ha una potente carica evocativa. Nell’era digitale chi mai terrebbe ancora uno schedario reale, fisico, di carta, per archiviare qualcosa? Devo ammettere di avere questa colpa. Seppur in un formato tascabile (una serie di quaderni), tengo effettivamente “schede” dei libri che negli anni vado leggendo. Non tutti, e non sempre, ma spesso. Ed è incredibilmente utile. Continua a leggere “Leggere libri è un dibattito”