Scegliere il kimono, catturare lucciole..

Il romanzo Neve sottile di Jun’chiro Tanizaki

tanizakiNella versione compatta in un solo tomo della voluminosa storia letteraria, intitolata semplicemente Letteratura giapponese. Disegno storico*, lo storico della letteratura Kato Shuichi, aveva già segnalato lo scrittore Jun’chiro Tanizaki come tra i maggiori autori del Novecento Giapponese, indicando nel romanzo Neve sottile il culmine dell’opera di Tanizaki.

Con scrupolo di studioso novizio della cultura di questo paese, in contemporanea alla conoscenza del quadro storico-letterario di riferimento, mi trovavo già tra le mani la lista di un certo numero di titoli della letteratura del periodo classico da leggere o già letti; ma le note riportata da Shuichi a proposito di Neve Sottile, mi hanno persuaso a mutare la mia forzata sistematicità, e a ritornare al Novecento. Continua a leggere “Scegliere il kimono, catturare lucciole..”

La campana del tempio

Sospensioni filosofiche nel romanzo incompiuto Denti di leone di Kawabata Yasunari

1 yASUNARINella campagna silenziosa, nei pressi di un tempio, si trova una clinica con un reparto psichiatrico e neurologico. Ad ore stabilite, ogni giorno, la campana del tempio risuona. Sono i “matti” a suonare la campana. Il personale della clinica pensa che questo rito abbia la capacità di dar sollievo ai pazienti. La giovane e bella Ineko soffre di un grave disturbo: a tratti gli oggetti e le persone di fronte a lei scompaiono. Non si tratta di un caso di cecità, ma di una vera e propria invisibilità selettiva che colpisce in particolare le persone amate da Ineko. È per questo che sua madre e il suo fidanzato, Hisano, la stanno accompagnando in questa clinica psichiatrica situata in un angolo remoto e silenzioso. Continua a leggere “La campana del tempio”

La vita come “lista”

L’arte delle liste. Semplificare, organizzare e conoscere meglio sé stessi

lista.jpgDi “vertigine della lista” ne aveva parlato anche il compianto Umberto Eco, con una profondità forse di altro tipo. Quale che sia il punto di vista a cui si guarda per descrivere il fenomeno “lista”, è indubbio che l’accumulo, il mucchio, e tutto ciò che riguarda un insieme numeroso e indefinito di oggetti sia una potentissima metafora, in arte come nella vita. A voler forzare le cose e a voler essere a tutti i costi filosofi, il mondo è in definitiva contenuto in una lista, forse finita, forse infinita, di oggetti, parole, stati. Alla giornalista e scrittrice francese Domenique Loreau, che vive in Giappone da oltre vent’anni, interessa questa potenzialità della lista, tanto da farne un libro. Il bel volumetto cartonato esce per una nota collana Vallardi ispirata alla filosofia e all’estetica del paese del Sol Levante, una vera e propria moda, ormai, quella del Giappone e di giapponeserie varie. Continua a leggere “La vita come “lista””

Amori di carta nel Giappone medievale

Qualche nota su Il dario di Izumi Shikibu

diario IzumiLa mia, per ora, va considerata una lettura spontanea, se non ingenua. Un percorso da poco iniziato per tentare di capire in profondità due delle più importanti culture del cosiddetto Estremo Oriente (Cina e Giappone), è un percorso di ostacoli in primo luogo linguistici, ma anche antropologici. Per capire realmente la letteratura prodotta da un popolo e per impararne la lingua, occorre una comprensione in primo luogo culturale, e una prospettiva temporale di lungo respiro.

Va detto che questi universi linguistico-culturali, Cina e Giappone, sono di un’importanza che travalica l’area geopolitica di riferimento e, se mi si passa l’espressione non molto felice, si pongono su un piano di perfetta parità con la Civiltà Occidentale, che pure li ha influenzati e da essi si è fatto influenzare. Continua a leggere “Amori di carta nel Giappone medievale”