La cittadinanza globale

Nuove utopie e biodiversità culturale per una società nuova (acquista qui)

fL’era globale è una grande promessa. Due elementi concorrono ad oscurare le potenzialità di un mondo globale: gli attriti nel panorama geopolitico tra gli Stati Uniti, la Russia e la Cina (con un’Europa che sta a guardare), e una globalizzazione solo economica, mal gestita dalla politica e guidata da un iperliberismo senza regole. In queste pagine si presenta l’era globale sotto un’altra luce. Anche grazie ad esempi tratti dalla storia europea e asiatica, si mostra come il processo di incontro, assimilazione e rielaborazione di culture “diverse” sia un processo storico che genera incredibile vitalità creativa nelle civiltà umane, in tutte le epoche e in tutti i continenti. Questo processo, infatti, sta alla base di molte epoche storiche di splendore e fervore intellettuale. Partendo da queste considerazioni, l’autore propone il concetto di “cittadino globale” per indicare una condizione interiore e un percorso di formazione (anche scolastico) allo stesso tempo identitario e multiculturale, capace di creare una forma mentis e un tipo di cittadino nuovo, premessa per una società più creativa e un contesto internazionale più cooperativo e meno conflittuale.

Lo spazio culturale europeo

Orlando Figes racconta la formazione di una cultura comune europea attraverso la biografia dello scrittore russo Turgenev

figesOrlando Figes è un noto russista inglese, docente all’università di Londra. Il suo voluminoso libro, Gli Europei. Tre vite cosmopolite e la costruzione della cultura europea nel XIX secolo, (Mondadori 2019) ha ambizioni più ampie che fuoriescono dal recinto degli studi slavi che gli è proprio. Partendo dalla biografia di un autore centrale della storia letteraria russa, Ivan Turgenev, e di Pauline e Louis Viardot, Figes racconta sullo sfondo biografico il processo di formazione di una cultura comune europea che proprio nei decenni centrali del XIX secolo stava emergendo in tutta la sua evidenza. L’intreccio tra le vicende biografiche dei personaggi storici ritratti rende la narrazione avvincente, e fornisce lo spunto per parlare di tali mutamenti sociali e culturali. Continua a leggere “Lo spazio culturale europeo”

Una perversa e frenetica decadenza

Nota su Insaziabilità di Stanisław Ignacy Witkiewicz

witkiewiczlibroInsaziabilità, il romanzo del polacco Witkiewicz del 1930, è un’opera assurda e totalmente folle. E anche per questo è un capolavoro. Oltre cinquecento pagine di rimuginio interiore, in una prosa iper-barocca e serratissima, vivace, confondente, labirintica e alienante, dove la trama assume quasi un’importanza secondaria. La storia, infatti si riassume in poche righe. Il romanzo racconta la storia del giovane Genezyp Kapen, figlio di un ricco birraio, che finisce nell’esercito. Il contesto che fa da sfondo alla vicenda è abbastanza inquietante. Siamo in un momento indefinito del XX secolo, e il cinesi stanno conquistando militarmente il mondo ed esportando il comunismo. Grazie all’adozione dell’alfabeto (sic!), la loro civiltà ha avuto un’accelerazione improvvisa, sorpassando militarmente e tecnologicamente il resto del mondo. Loro missione è governare la “razza” bianca, ormai moralmente decaduta e incapace di governarsi autonomamente, ed estirpare l’individualismo, malattia dell’occidente; arrivati al loro obiettivo, infatti, imporrano l’ibridazione tra i “gialli” e i “bianchi” per creare una razza nuova e risollevare le sorti dell’umanità. Continua a leggere “Una perversa e frenetica decadenza”

“Iro Iro” di Giorgio Amitrano

In un libro divulgativo, una dichiarazione d’amore per la cultura giapponese

iroGiorgio Amitrano è un noto yamatologo, docente all’Orientale di Napoli. Il termine yamatologo forse è ormai desueto: designa uno studioso della cultura giapponese, in particolare della lingua e della letteratura. In questo suo Iro iro. Il Giappone tra pop e sublime, l’autore abbandona i panni dello studioso e si lascia andare un po’. Non un testo freddo, accademico, da specialista, ma un’incursione variopinta in vari ambiti della multiforme cultura nipponica. Quello di Amitrano è un vero, grande amore. Il lettore, al di là del contenuto, percepisce subito il tono incantato nel raccontarci del Giappone. Il libro è inframezzato da riflessioni con qualche nota biografica: da queste scopriamo che la passione per il Giappone iniziò negli anni universitari, che l’autore visse per alcuni anni a più riprese in varie città del paese, e che questa dimensione immaginativa non lo ha mai più lasciato da allora. Ma tale passione si era finora espressa nel linguaggio della didattica universitaria, degli articoli accademici. Continua a leggere ““Iro Iro” di Giorgio Amitrano”

Follia e (sana) immaturità

Il romanzo (folle) di Witold Gombrowicz, Ferdydurke

gombDopo una notte tormentata e un’inquietante visione premonitrice, il trentenne Gingio viene visitato dal paludato e maturo professor Pimko. Constatata l’immaturità di Gingio, al puntiglioso professore pare inaccettabile lasciare Gingio nella sua immaturità, e ritiene suo dovere “rimpicciolirlo”, fargli cioè intraprendere un percorso adeguato di maturazione, e ricondurlo quindi a scuola. Da quel momento la vita del protagonista si fa assurda e grottesca. Gingio torna a scuola, in mezzo ai ragazzi, ma… nessuno si rende conto che si tratta di un uomo adulto e tutti lo trattano come un ragazzino. Questa l’idea di fondo su cui si sviluppa il romanzo Ferdydurke (titolo nonsense) di Witold Gombrowicz, autore polacco della metà del secolo scorso. Continua a leggere “Follia e (sana) immaturità”

Il tramonto della conversazione

Dai salotti letterari del XVII secolo alla chiacchiera di oggi

craveriIn un mondo dove la comunicazione è tanto pervasiva, siamo ancora capaci di conversare, di parlare tra di noi e di trarne reciproco vantaggio e piacere? Nell’osservarci da fuori, cosi intenti in dialoghi muti con gli schermi dei nostri strumenti tecnologici, nel dilagare delle parole che si sovrappongono nel vecchio ma ancora vitale mezzo televisivo e nella vita di tutti i giorni, sarebbe lecito dubitarne. Ma c’è stata un’epoca nella quale questa attitudine tipicamente umana veniva tenuta in gran conto e in cui conversazione e civiltà hanno largamente coinciso. Tra XVII e XVIII secolo l’Europa, prendendo a modello la cultura di corte del Rinascimento italiano, costruiva una società in cui la parola e il rituale dello stare insieme assumevano un valore centrale e fine a se stesso. E l’epoca dei salotti nobiliari, prima puramente frivoli, e via via luoghi di dibattito delle idee, luoghi dove pare abbiano persino visto la luce le idee illuministe. Continua a leggere “Il tramonto della conversazione”

Il Socrate di provincia

Discorsi sui massimi sistemi al “bar sport” del paesello

In une delle ultime occasioni di socializzazione consentite, prima delle vacanze natalizie che avrebbero decretato la fine di questo cupo e dispettoso 2020, mi sono ritrovato in un contesto familiare a tanti italiani: il rito dell’aperitivo del sabato. Seduti e distanziati secondo le regole in tempo di pandemia, in quel sabato mattina di fine anno un sole tiepido entrava nella veranda del piccolo bar, scaldando un inverno ancora tiepido. In breve, le bevute di avventori habitué avevano riscaldato anche i cuori, oltre che la veranda. I retori presero il sopravvento e l’uditorio si fece partecipe, così che tutti si dedicarono al passatempo preferito di tutti i bar e i locali della nostra immensa provincia italiana: risolvere i problemi del mondo. Continua a leggere “Il Socrate di provincia”

La gerarchia delle perfezioni

La macchina mondiale di Paolo Volponi

volpNel 1965 il premio Strega, uno dei più prestigiosi premi letterari italiani, venne assegnato a un romanzo breve di un autore che oggi è perlopiù caduto nel dimenticatoio. Triste destino condiviso da molti importanti autori della nostra letteratura nel secondo dopoguerra. Il romanzo sul quale spenderemo qualche parola è La macchina mondiale di Paolo Volponi. Nativo della piccola città di Urbino, Volponi era stato una figura di letterato noto tra gli anni Cinquanta e Sessanta, in particolare per il suo ruolo di dirigente alla Olivetti, ruolo che gli era stato assegnato proprio per portare avanti l’utopia olivettiana di industria umana e culturale. Nell’opera non vastissima di Volponi La macchina mondiale è certamente il libro più importante, e di questa utopia serba una forte traccia. Continua a leggere “La gerarchia delle perfezioni”

Lo scricciolo e la neve

Una parabola laica sulla forza di volontà

digaAdolf Dygasiński (1839-1902), scrittore polacco, in La festa della vita (Gody życia, 1900) descrive la vita di un uccellino, un piccolo e comune scricciolo. Il piccolo volatile vive in povertà, osservando gli uccelli migratori nel loro cosmopolitismo alla ricerca di un’abbondanza sempre a portata di mano. Ma lo scricciolo ha deciso di vivere in prima persona tutte le stagioni, sopportando lo squallore e la fame dell’inverno per poi attendere la ricchezza ritrovata della primavera. Nonostante questo alternarsi di fortune, l’uccellino non è mai triste, perché il tempo ciclico gli ha dimostrato che sofferenze e miserie sono mali passeggeri, mentre solo la gioia per la vita può essere eterna, se sappiamo come affrontarla. Continua a leggere “Lo scricciolo e la neve”

Donne, amori e morte

Le case di piacere nel Giappone di fine Ottocento: il romanzo breve di Higuchi Ichiyō

Torbide

I quartieri di piacere sono ambientazione tipica di tante opere della letteratura giapponese. Non è difficile che il senso dell’impermanenza di tutte le cose introdotto dal Buddismo, ma latente nella mentalità di tante culture d’Asia, abbia contribuito a creare un corrispettivo laico, un “epicureismo” di tipo orientale che non è poi tanto dissimile dal suo omologo occidentale. Questo senso di godimento della vita presente, con i suoi piaceri effimeri, non poteva non coinvolgere anche la sfera sessuale, declinata in Giappone verso toni che da sempre hanno accesso la fantasia degli occidentali, condita com’è di arte, danza e musica, elementi seduttivi che le signore nei quartieri di piacere utilizzavano per sedurre gli uomini o, fuori di metafora, per adescare i clienti. Da qui la confusione che troppo spesso si continua a fare tra prostituzione e la figura della geisha, la prima mestiere identico a se stesso in tutti i tempi e in tutti i luoghi della storia umana, la seconda figura di donna-artista tipica della cultura nipponica, che vive un’esistenza esteticamente dentro l’arte (praticando con grande disciplina la danza, la musica e la ritualità ad essi connessa), che non pratica attività sessuali a pagamento, se non quando questo è concesso volontariamente.

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Libri, balli, spettacoli nell’Inghilterra del Settecento

Il libro di J. Brewer, I piaceri dell’Immaginazione.

BrewerL’antipatica Gran Bretagna post Brexit potrebbe farci dimenticare che la cultura britannica, spesso definita semplicemente inglese perché anglofona (con buona pace di gallesi, scozzesi e irlandesi), ha dato all’Europa e al mondo grandi capolavori letterari e non solo. Il predominio dell’inglese nel mercato editoriale internazionale, con una produzione letteraria ormai guidata da pure logiche di mercato, contribuisce a renderci la cultura anglofona come troppo invadente, persino imperialista. Occorre anche aggiungere che la potenza di fuoco mediatica del mondo anglosassone, in particolare americana, è stata capace di rendere simili a miti ogni prodotto di quella cultura, anche quando la definizione di capolavori era forse esagerata. Il predominio politico dell’America dalla seconda parte del XX secolo ha contribuito a porre in una posizione di privilegio la letteratura inglese classica, lasciando la restante produzione europea occidentale in mano a specialisti.
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Tra Budda e i Kami

Il libro di M. Raveri, Il pensiero giapponese classico

Oreveriltre cinquecento pagine fitte di storia del pensiero, ma anche di minuziosi analisi antropologiche sul sostrato mitico-religioso autoctono del Giappone. È il contenuto del libro di Massimo Raveri, Il pensiero giapponese classico (Einaudi, 2014). Massimo Raveri è uno dei più noti specialisti di spiritualità e pensiero orientale, ed è docente di Religioni e Filosofie dell’Asia Orientale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Il suo testo è un riferimento per il settore, e tra le pagine del libro si trova qualcosa di più della sola storia del pensiero. Raveri ci conduce in un viaggio in cui pensare, credere e vivere sono perfettamente integrati, visto che i confini tra queste sfere dell’esistenza in Asia sono certamente meno sfumati che in Occidente. Almeno in epoche premoderne. Continua a leggere “Tra Budda e i Kami”

La “modernità radicale”

Interconnessione e frammentazione della società globalizzata in “Le consueguenza della modernità” di A. Giddens

giddensIn un breve saggio intitolato Le conseguenze della modernità uscito all’inizio degli anni Novanta, il sociologo Anthony Giddens tirava le somme della sua ricerca, cercando di capire quale fossero le caratteristiche peculiari della nostra epoca. Sono trascorsi trent’anni dalla pubblicazione di quello scritto, ma le idee di Giddens conservano una loro utilità interpretativa. Giddens proponeva di sostituire il concetto di postmoderno con quello di modernità radicale. Il termine “postmoderno” verso la fine degli anni Settanta e per gran parte degli anni Ottanta del XX secolo aveva avuto ampio spazio nella pubblicistica e nel costume, in arte e in letteratura. Nel dibattito filosofico il termine si era imposto grazie al breve libro del filosofo Jean-Francois Lyotard, La condizione postmoderna. Uscito nel 1979, il libro di Lyotard faceva il punto della situazione di idee che erano nell’aria da tempo (LYOTARD J-F., 2014). Continua a leggere “La “modernità radicale””

Schematizza la vita, risolvi problemi…

Il Piccolo manuale di decisioni strategiche di Mikael Krogerus e Roman Tschäppeler

strategicheUn piccolo libro, con la copertina rigida, nera, in finta pelle. Il titolo è impresso in caratteri argentati. Sembra una Bibbia, ma è il Piccolo manuale delle decisioni strategiche, di Mikael Krogerus e Roman Tschäppeler. Pubblicato da Rizzoli qualche anno fa, il manualetto è un concentrato di tutte le idee (che circolano ormai da decenni) sull’organizzazione, la crescita personale, la gestione del proprio tempo. Ma pur non dicendo niente di nuovo, il libretto di Krogerus e Tschäppeler è una pubblicazione intelligente. Continua a leggere “Schematizza la vita, risolvi problemi…”

Funambolici pop-miscugli musicali asiatici

Il rapper malese-cinese Namewee: uno sguardo pop-antropologico sull’incredibile vitalità musicale della giovane Asia

nameweeNel tempo delle ossessioni per il recupero di “radici” culturali (inventate), se ti imbatti in artisti come Namewee puoi perdere il senso dell’orientamento. Giovane artista malese di grande fama nel Sud-est asiatico, canta in cinese, sua lingua madre insieme al malese, e in varie altre lingue. Scrive canzoni dal gran piglio ironico (qualche volta vicino ai nostri Elio e le storie tese), e si diverte a prendere in giro in modo affettuoso, cambiando lingua all’occorrenza, i vari popoli di quell’area di mondo. Ridi e scherza, macina milioni di visualizzazioni su Youtube. Finge spensieratezza, ma si coglie, qua e là, una sua visione politica che… dovrete scoprire da soli. Continua a leggere “Funambolici pop-miscugli musicali asiatici”

In Gogol’? c’è già tutto!

Un frutto del turbine di stimoli che travolsero la Russia moderna

anime morteC’è una definizione possibile dell’opera di Nikolaj Gogol’, scrittore russo (nato nell’odierna Ucraina) e ricompreso nel canone dei “classici”: Gogol’ è un prontuario di prototipi di personaggi della letteratura russa e universale delle epoche successive. Mi spiego meglio. Leggendo le sue opere, dai racconti, al più noto romanzo Le anime morte, e se si conoscono per sommi capi le linee di sviluppo principali della letteratura successiva, del grande romanzo ottocentesco e novecentesco europeo, si incontrano, appena accennati o già riconoscibili, temi, atmosfere, personaggi che poi la stessa letteratura europea e mondiale farà propri. Continua a leggere “In Gogol’? c’è già tutto!”

Il cosmopolitismo contemporaneo

Un utile e agile manuale sull’argomento

teraMetropoli cosmopolita, cultura cosmopolita, società cosmopolita. Queste espressioni si sono fossilizzate nel gergo giornalistico e, come tutte le espressioni abusate, sono diventate troppo vaghe per avere un significato. Ma il cosmopolitismo è faccenda serie: è un concetto filosofico e politico, sociale e antropologico insieme. Contiene in sé secoli di idealismo e di sogni che dipingono società integrate nella diversità sotto l’unico denominatore comune dell’umanità. Nel procurarmi materiale per un libro, ho dovuto documentarmi con un certo scrupolo, cercando di capire il cosmopolitismo declinato nella nostra epoca. Da qui deriva questa mia breve nota di lettura sul libro di Angela Taraborelli, Il cosmopolitismo contemporaneo (Ed. Laterza, 2011). Continua a leggere “Il cosmopolitismo contemporaneo”

Parlare in qualsiasi lingua?

“Il Parla Lingue”, piccolo manuale motivazionale del poliglotta irlandese Benny Lewis

il-parla-lingue-libroBenny Lewis è un noto poliglotta irlandese che ha riscosso un certo successo mediatico sul web, anche grazie al suo ruolo di testimonial per una piattaforma on-line (a pagamento) per imparare le lingue da autodidatta. Ho sempre avuto una certa perplessità per i poliglotti dell’epoca del web, quanto stima per gli eruditi del passato, traduttori, lettori di opere letterarie e scientifiche, unico vero modo per imparare in profondità un idioma straniero oltre la soglia dell’uso colloquiale (come il “santo” protettore dei poliglotti, il leggendario Cardinale Gaspare Mezzofanti). Ascoltando coloro che dicono di conoscere molte lingue sul web, non di rado mi sono imbattuto in una pronuncia sommaria, in frasi standard imparate a memoria, giusto per realizzare un video “poliglotta” acchiappa like su Youtube. Mi sono accorto di questa finzione mediatica solo per quelle (poche) lingue che mastico un poco, e che esercito con gran fatica e dedizione (direi amore, nel senso sentimentale del termine); la perplessità di ridurre la conoscenza di una lingua a qualche frase imparata a memoria, come dicevo, mi ha sempre lasciato perplesso. Continua a leggere “Parlare in qualsiasi lingua?”

Byron in salsa russa

Immoralità e noia nell’opera di Lermontov

lermontovMichail Lermontov è un poeta e scrittore russo che pare egli stesso personaggio letterario. Anima tormentata, tipico rappresentante di quello che tra le aule scolastiche avete sentito definire come “titanismo romantico”, Lermontov muore giovane in seguito ad un duello, a soli ventisette anni. La giovane età lo pone in un ruolo problematico nel contesto letterario russo. Da un lato, il breve tratto di tempo che ha costituito la sua vita non gli ha permesso di raggiungere a pieno la sua maturità artistica. Dall’altro Lermontov ha lasciato versi e opere in prosa che ci paiono perfettamente compiute e che collocano l’autore in un panorama di respiro europeo. Continua a leggere “Byron in salsa russa”

Capri espiatori e zoologia “complottista”

Come la ricerca ossessiva del complotto e del colpevole danneggiano la coesione sociale

Sembra che il mondo si divida in due tipi di umanità: quelli che vedono il complotto, e quelli che non lo vedono. Per i primi, i secondi non lo vogliono vedere o, peggio ancora, sono collusi. Per i secondi, i primi sono dei folli oppressi da ossessioni e manie di persecuzione. Non sosterrò la facile scappatoia del compromesso affermando che “la verità sta nel mezzo”, ma al contrario cercherò di spiegare perché la costante caccia al colpevole occulto e la ricerca ossessiva del complotto, con la visione di un mondo “umano” sostanzialmente ostile, siano uno dei principali problemi della società contemporanea, ed anzi, vi apportino grande danno. Continua a leggere “Capri espiatori e zoologia “complottista””