Un manuale per studiare cinese

LIBRI PER STUDIARE. La chiave per il cinese moderno di T. Rossi e C. Rambaldini (Hoepli)

C’è un aspetto insospettabile che riguarda i libri con finalità didattiche: l’estetica. E non parlo solo di gradevolezza, ma di impostazione, chiarezza, tutti elementi puramente visivi che predispongono positivamente il lettore e il discente allo studio. Ci si figuri, ad esempio, un manuale caotico e raffazzonato. Non influirebbe forse sulla nostra capacità di concentrarci sui contenuti? Il primo pregio “superficiale” del manuale La chiave per il cinese moderno di Tommaso Rossi e Cristina Rambaldini, edito da Hoepli, è quindi questo: si tratta di un bel libro, ben confezionato, a colori, con pagine patinate e un formato perfetto per un manuale, né troppo grande né troppo piccolo. I due autori hanno collaborato anche a un altro manuale di cultura cinese in lingua, sempre edito da Hoepli, di cui parleremo in una prossima nota di lettura, Scopri e conosci la Cina. Ma esaminiamo più da vicino quest’utile opera di studio e consultazione, visto che i pregi non si limitano certo al lato esteriore. Continua a leggere “Un manuale per studiare cinese” →

Lingue diverse, diversi modi di organizzare il mondo

Un confronto tra strutture delle lingue europee e il giapponese

Introduzione. Questo articolo esplora come famiglie linguistiche distinte, rappresentate dall’italiano (come esempio di lingua indoeuropea) e dal giapponese, organizzino concetti pragmatici universali quali l’espressione del consiglio, del desiderio e della necessità attraverso architetture grammaticali divergenti. Partendo da un’analisi della costruzione giapponese “-ta hō ga ii”, equivalente funzionale di espressioni come “è meglio…”, risulta chiaro come la realizzazione di significati affini avvenga non per stretta corrispondenza lessicale, ma attraverso principi sintattico-pragmatici differenti. L’analisi rivela una dicotomia tra un approccio dichiarativo ed esplicito, tipico delle lingue europee, e un approccio relazionale ed implicito, caratteristico del giapponese, suggerendo che la grammatica operi come un filtro cognitivo attivo nell’organizzazione dell’esperienza. Continua a leggere “Lingue diverse, diversi modi di organizzare il mondo” →

Lo studio universitario delle lingue e le certificazioni linguistiche

Servono davvero per imparare una lingua straniera?

Gli esami di certificazione e gli esami universitari servono davvero a qualcosa? È una domanda che può sembrare retorica, ma nasconde varie ambiguità. La competenza linguistica si mostra soprattutto attraverso l’efficacia comunicativa con i parlanti nativi; tuttavia la correttezza grammaticale e la capacità di articolare pensieri complessi dipendono anch’esse da una conoscenza strutturata della lingua. Questa affermazione è condivisibile, ma richiede precisazioni: conviene riflettere sui limiti dei metodi impiegati per «verificare» la conoscenza linguistica. Continua a leggere “Lo studio universitario delle lingue e le certificazioni linguistiche” →