LIBRI PER STUDIARE. Kanji e Kana. Manuale di scrittura e lessico giapponese
Questo libro è sulla mia scrivania da anni. Di formato compatto in termini di dimensioni, ma con oltre quattrocento pagine, è il mio compagno di viaggio quotidiano. Me lo porto sempre dietro se devo assentarmi per qualche giorno o quando vado in viaggio. È probabilmente uno degli strumenti più utili in lingua italiana per chi affronta la scrittura giapponese. Pubblicato in modo autonomo, senza un editore vero e proprio, è la versione italiana dell’opera di Wolfgang Hadamitzky, affermato studioso della lingua e della cultura giapponese, autore di dizionari e manuali.
Struttura del libro. La prima parte introduttiva è molto ricca: tratta l’origine dei sillabari, la punteggiatura e offre un breve profilo storico della scrittura giapponese. Tuttavia, in termini di pagine, è solo una piccola parte rispetto al cuore del volume. Continua a leggere “Studiare i kanji”
Imparare una lingua straniera non è una questione di talento, di predisposizione naturale o di “orecchio”. Chi riesce davvero nell’impresa non è necessariamente più dotato degli altri: ha imparato a costruire un metodo sostenibile, a mantenere la costanza nel tempo e a coltivare una motivazione capace di resistere alle inevitabili difficoltà del percorso. Frutto di oltre vent’anni di studio, esperienze dirette e riflessioni maturate sul campo, questo libro raccoglie 23 note pratiche dedicate a chi desidera affrontare l’apprendimento linguistico in modo autonomo, consapevole ed efficace. Dalla costruzione del lessico essenziale alla gestione della grammatica, dall’uso intelligente delle nuove tecnologie alla scelta dei materiali più adatti, ogni capitolo offre strumenti concreti per trasformare lo studio in un’abitudine quotidiana.
Si tratta di un volumetto di circa 200 pagine realizzato nella tipica grafica dell’editoria didattica giapponese (kawaii style). Ho acquistato Super Real Japanese a Ikebukuro un paio di anni fa; ricordo spesso con precisione le occasioni in cui mi procuro i libri di cui parlo, perché trovo suggestivo associare ogni volume a una storia.
Gli esami di certificazione e gli esami universitari servono davvero a qualcosa? È una domanda che può sembrare retorica, ma nasconde varie ambiguità. La competenza linguistica si mostra soprattutto attraverso l’efficacia comunicativa con i parlanti nativi; tuttavia la correttezza grammaticale e la capacità di articolare pensieri complessi dipendono anch’esse da una conoscenza strutturata della lingua. Questa affermazione è condivisibile, ma richiede precisazioni: conviene riflettere sui limiti dei metodi impiegati per «verificare» la conoscenza linguistica.