Come imparare le lingue da soli

23 note pratiche (e un po’ di teoria)

Imparare una lingua straniera non è una questione di talento, di predisposizione naturale o di “orecchio”. Chi riesce davvero nell’impresa non è necessariamente più dotato degli altri: ha imparato a costruire un metodo sostenibile, a mantenere la costanza nel tempo e a coltivare una motivazione capace di resistere alle inevitabili difficoltà del percorso. Frutto di oltre vent’anni di studio, esperienze dirette e riflessioni maturate sul campo, questo libro raccoglie 23 note pratiche dedicate a chi desidera affrontare l’apprendimento linguistico in modo autonomo, consapevole ed efficace. Dalla costruzione del lessico essenziale alla gestione della grammatica, dall’uso intelligente delle nuove tecnologie alla scelta dei materiali più adatti, ogni capitolo offre strumenti concreti per trasformare lo studio in un’abitudine quotidiana. Continua a leggere “Come imparare le lingue da soli”

“Friggo d’invidia”

LIBRI PER STUDIARE: Super Real Japanese, per imparare parole gergali e colloquiali

Si tratta di un volumetto di circa 200 pagine realizzato nella tipica grafica dell’editoria didattica giapponese (kawaii style). Ho acquistato Super Real Japanese a Ikebukuro un paio di anni fa; ricordo spesso con precisione le occasioni in cui mi procuro i libri di cui parlo, perché trovo suggestivo associare ogni volume a una storia.

Tornando al libro in oggetto, le sue ambizioni sono dichiarate fin dalla fascetta di copertina (che ho rigorosamente conservato): “Japanese for all situations”. Lo strillo di copertina rincara poi la dose: “Not in textbooks”. Continua a leggere ““Friggo d’invidia””

Lo studio universitario delle lingue e le certificazioni linguistiche

Servono davvero per imparare una lingua straniera?

Gli esami di certificazione e gli esami universitari servono davvero a qualcosa? È una domanda che può sembrare retorica, ma nasconde varie ambiguità. La competenza linguistica si mostra soprattutto attraverso l’efficacia comunicativa con i parlanti nativi; tuttavia la correttezza grammaticale e la capacità di articolare pensieri complessi dipendono anch’esse da una conoscenza strutturata della lingua. Questa affermazione è condivisibile, ma richiede precisazioni: conviene riflettere sui limiti dei metodi impiegati per «verificare» la conoscenza linguistica. Continua a leggere “Lo studio universitario delle lingue e le certificazioni linguistiche”