LIBRI PER STUDIARE. Kanji e Kana. Manuale di scrittura e lessico giapponese
Questo libro è sulla mia scrivania da anni. Di formato compatto in termini di dimensioni, ma con oltre quattrocento pagine, è il mio compagno di viaggio quotidiano. Me lo porto sempre dietro se devo assentarmi per qualche giorno o quando vado in viaggio. È probabilmente uno degli strumenti più utili in lingua italiana per chi affronta la scrittura giapponese. Pubblicato in modo autonomo, senza un editore vero e proprio, è la versione italiana dell’opera di Wolfgang Hadamitzky, affermato studioso della lingua e della cultura giapponese, autore di dizionari e manuali.
Struttura del libro. La prima parte introduttiva è molto ricca: tratta l’origine dei sillabari, la punteggiatura e offre un breve profilo storico della scrittura giapponese. Tuttavia, in termini di pagine, è solo una piccola parte rispetto al cuore del volume.
La sezione centrale è un elenco di 2141 caratteri, sette per pagina, con le varie pronunce possibili. Per capire l’utilità di questa impostazione, basti sapere che, a differenza del cinese, dove a ogni carattere corrisponde quasi sempre un solo suono, in giapponese un kanji può averne anche cinque o sei.
I caratteri sono presentati per difficoltà progressiva e per elementi combinatori; si studia un carattere che, nei successivi, ricompare come radicale per formarne di nuovi. Il volume include anche un indice dei radicali e un indice delle letture.
Pregi. Il libro è esaustivo. Con un po’ di esagerazione, si potrebbe dire che non serva altro per imparare a leggere e scrivere in giapponese. Ma attenzione, anche solo con questo volume, ci vorranno anni prima di riuscire a leggere qualcosa con scioltezza. È la triste realtà per noi possessori di lingue alfabetiche…
È maneggevole, minimalista. Ovviamente andrà affiancato a testi reali e strutturati per imparare a leggere nel contesto.
Difetti. Essendo una traduzione, la resa in italiano non è sempre perfetta. Talvolta le parole sono tradotte in modo approssimativo. Per fare un esempio, il carattere numero 1220, 倫, in una delle parole composte 不倫 (furin) viene tradotto genericamente come “immoralità”, ma in realtà significa “tradimento del partner”. Ho riscontrato diverse imprecisioni di questo tipo, soprattutto nei termini astratti. Bisogna quindi prestare attenzione.
Conclusione. Come ho già detto, questo libro non è solo utilissimo, ma credo sia uno strumento indispensabile per chiunque voglia studiare la scrittura giapponese. Ogni carattere è presentato con l’ordine dei tratti, il che lo rende anche un valido eserciziario per la scrittura e la calligrafia. Non sostituisce lo studio della lingua viva, ma per chi vuole affrontare i kanji con metodo, è difficile trovare di meglio.