Razionalità e arte “corticale

Meno costosa della psicoterapia

Forse è vero che in momenti di emotività esasperata, che si tratti di euforia o malinconia profonda, un individuo raggiunge in termini di produzione artistica capacità espressive molto intense. La cosiddetta piramide dei bisogni di Maslow (psicologo che poneva una gerarchia crescente di bisogni e necessità ponendo al vertice la creatività, possibile solo dopo la realizzazione di bisogni primari), pur funzionando in molti casi, entra quindi in crisi quando si prende in considerazione l’operato di alcuni artisti “maledetti”. Ma anche questo è diventato un clicchè stantio.

Altro cliché, questa volta classificatorio e mutuato impropriamente dal pensiero di Nietzsche, è quello che pone anche l’arte nelle categorie di apollineo (che rappresenta il luminoso, razionale, equilibrato) contrapposto al dionisiaco, il suo contrario. Poco ci importa, in questa sede, stabilire se questo salto estetico del pensiero di Nietzsche sia corretto o utile.

Esiste però effettivamente un’arte e un relativo godimento estetico che ben si descriverebbe con la categoria di apollineo, se non fosse definizione tanto abusata e ormai inefficace. Si tratta di quell’esperienza psicologica di piacere (godimento estetico, appunto) che non tocca necessariamente l’emotività, o almeno la coinvolge indirettamente e marginalmente.

Sappiamo che comportamenti e stati d’animo legati ad umore, emozioni, e altre capacità fisiche e psichiche legate alla sopravvivenza, risiedono nel sistema limbico, la parte evolutivamente più antica del cervello; ed è ormai anche risaputo il fatto che la corteccia cerebrale, al contrario, sia sede di pensiero astratto. Questa schematizzazione è semplicistica perché le funzioni cognitive complesse si influenzano in modo complesso e coinvolgono diverse aree simultaneamente, ma come idea di base regge ancora.

Sentiamo, quindi, più intensamente quell’arte che coinvolge il sistema limbico: arte emotiva, che fa appello a sentimenti, che crea immedesimazione. Ma come dicevamo sopra non è l’unico tipo di piacere estetico esistente.

Proprio perché l’emotività, fattore indispensabile e bellissimo della vita psichica individuale, determina spesso i nostri comportamenti anche in termini negativi (ci si uccide, si fanno guerre, si assumono comportamenti economici pericolosi, dando retta solo al sistema limbico), abbiamo a volte bisogno di concentrarci anche sull’arte che qui, come neologismo da non prendere troppo sul serio, definirei arte corticale, perché legata alla corteccia cerebrale: cioè arte razionale, logica, consequenziale.

L’arte corticale può apparire anche frivola. Non è impegnata, non vuole cambiare il mondo e non ha una visione etica da proporre, ma mette solo in luce la bellezza logica o puramente estetica, traendone piacere, o se preferite distacco. Sono esempi di arte corticale come qui la si intende, per esempio, quella letteratura combinatoria che si concentra sulla struttura, sul meccanismo linguistico, più che sul contenuto capace di coinvolgere il lettore. È spesso arte corticale anche la cosiddetta musica classica, che rimane tale anche quando strizza l’occhio all’emotività, perché è sempre un fatto musicale ordinato, predeterminato. Paradossalmente, le avanguardie musicali del XX secolo che avrebbero dovuto stravolgere la struttura classica (si pensi alla dodecafonia) hanno finito per diventare musica decisamente razionale.

Sempre in ambito musicale, è arte corticale la musica lirica o l’opera buffa che, malgrado testi e trame tragiche o comiche, si caratterizza sempre per una fruizione corticale. È arte corticale il balletto e tutto il contesto di arti coreografiche ad esso associato.

Sia ben chiaro, anche nell’arte corticale è inevitabilmente presente un fattore limbico (per continuare la metafora neurobiologica), ma è, come detto sopra, fattore secondario.

Lanciamo un’ultima, modesta, provocazione. L’arte corticale può benissimo sostituire sedute di psicoterapia per coloro che hanno, o pensano di avere, problemi esistenziali, spesso frutto di esasperazione e autosuggestione. L’arte corticale raffredda gli spiriti, smorza la “depressione” di maniera e ci abitua a vedere l’ordine anche laddove pensavamo di vedere solo caos. Ed è decisamente meno costosa della psicoterapia.

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