Introduzione al Giappone Pop per profani (e “boomer”)
Introduzione. Mi propongo di scrivere un breve testo che possa servire come introduzione alla comprensione di quello che viene definito “Giappone pop”. Se si entra in una qualsiasi libreria oggi, è possibile accorgersi che esiste almeno un angolo destinato ai famosi manga. Il “Giappone pop”, per come lo intendo qui, è in particolare rappresentato proprio da prodotti culturali come quelli citati nel titolo: anime, manga e light novel. Molte delle informazioni contenute in questo articolo potrebbero apparire scontate a chi frequenta questi temi da sempre, ma mi è sembrato indispensabile essere un po’ didascalico proprio per fornire un primo quadro di riferimento a chi, non sapendone nulla, vuole approfondire l’argomento. L’etichetta del sottotitolo “per profani (e “boomer”)” è scherzosa e seria allo stesso tempo. La mia generazione (ero bambino negli anni Ottanta) ha fatto in tempo a venire in contatto con la fase pionieristica di questo fenomeno prima che divenisse un fenomeno globale. Gli anime storici di quegli anni sono spesso oggetto di meme e ironie goliardiche, visti non senza una certa amara nostalgia per un’infanzia e una giovinezza ormai volate via da tempo. Ma ai più, la fase recente di questo fenomeno, a partire dai tardi anni Novanta in poi, sfugge del tutto.
I rappresentanti della generazione precedente alla nostra, i famosi boomer, sono poco interessati a questo fenomeno e, per pregiudizio o solo per non aver avuto occasioni di entrare in contatto con questi prodotti, li considerano per lo più cose frivole e adatte ad un pubblico di giovanissimi. Anche per smentire questi pregiudizi nasce questo breve testo.
Piccolo avvertimento: sarò un po’ noioso e serio. Il motivo è che è essenziale intenderci su cosa sia la cultura pop e perché sia così importante studiarla e comprenderla. Insomma, al di là del lato ludico e di intrattenimento, c’è altro che vale la pena di capire. Ultima precisazione di questa introduzione è che non parlerò tanto di autori e titoli, ma di definizioni generali, “da manuale”. Se i più esperti (e probabilmente più giovani) lettori dell’articolo ravvederanno imprecisioni, omissioni o errori, che li segnalino pure. Riterrò molto utile ogni confronto e sarà mia cura emendare gli errori.
Perché lo studio della cultura pop è importante? La prima motivazione fondamentale per studiare e comprendere la cultura pop è che questa costituisce il riflesso della società che la produce, ovvero del nostro presente, di noi stessi. Esplorando i temi, le tendenze e i valori della società contemporanea presenti nella cultura pop, possiamo ricavare una visione della forma mentale, dei timori, delle aspirazioni e delle sfide della società attuale.
Inoltre, la cultura pop non è qualcosa di inerte e passivo, ma al contrario ha una sua influenza sulle opinioni e sui comportamenti delle persone. Attraverso musica, film, fumetti, moda e altri media, la cultura pop può plasmare le nostre idee su questioni cruciali come l’identità, le relazioni, la politica e così via. Lo fa spesso in modo indiretto, ma potente. Avete mai notato chi sono gli eroi del mondo nel cinema hollywoodiano? Ecco, appunto: la cultura pop può essere anche politica.
Infine, la cultura pop può apparire come evanescente e mutevole oggi, ma diventa storia domani. Le generazioni future vedranno il nostro mondo, la nostra società, i nostri valori con i nostri occhi, mediati anche dalla dimensione della cultura pop.
Il “Giappone pop”. Abbiamo però iniziato il nostro discorso da fenomeni più specifici, anche geograficamente parlando, e abbiamo parlato in particolare di “Giappone pop”. Anime, manga e light novel hanno portato la cultura giapponese a un pubblico internazionale, contribuendo a creare un dialogo interculturale e a mettere in forse (qualche volta a rafforzare) le visioni stereotipate del Giappone.
Ho già scritto altrove in altri articoli che il Giappone è un interessante laboratorio sociologico a cielo aperto. La società giapponese ha la particolare capacità di mescolare la propria tradizione con influenze esterne. Questa fusione non solo crea un contrasto unico, ma mette anche in risalto alcune criticità della società contemporanea. Questo processo di integrazione rende queste criticità più comprensibili, poiché vengono esaltate nel contesto di questa mescolanza culturale. In questo modo, la società giapponese non solo si adatta alle tendenze globali, ma le utilizza come uno specchio per riflettere e comprendere meglio i propri problemi interni.
Quindi, se i prodotti della cultura pop giapponese riflettono le mentalità, le forme di pensiero, le aspettative e le speranze delle diverse generazioni del paese, sono anche utili – sociologicamente parlando – per capire la nostra società umana in generale.
“Pupazzi” molto umani. Facciamo una brevissima precisazione terminologica: se i manga sono “i fumetti” giapponesi, gli anime i “cartoni animati” giapponesi, cosa sono le “light lovel”? Un prodotto ibrido, un genere letterario, nato in contesto giapponese, composto da romanzi brevi intervallati da illustrazioni in stime manga, contribuendo a creare un’esperienza di letture immersiva e visiva.
Il profano e il “boomer” della nostra introduzione, nel guardare distrattamente a prodotti come anime e manga, si trovano di fronte a queste figure tipiche, molto riconoscibili, “pupazzi dagli occhi grandi”, e li ritiene da subito semplici prodotti dell’intrattenimento, pensando ad un target per lo più adolescenziale.
Eppure, questi “pupazzi” sono anche molto umani. Manga e anime trattano spesso (certi generi solamente) storie intime e personali, come la vita quotidiana, le relazioni amorose, le fasi della vita.
Rispetto ai Comics americani classici, più incentrati su supereroi e avventura, storie d’azione, la struttura narrativa di anime e manga si concentra maggiormente sulla parte emozionale dei protagonisti, interpretando la realtà sulla base di tale visione emozionale. In questo, molto vicini alla letteratura giapponese, anche classica. Questo non significa che non esistano generi di anime e manga incentrati sull’azione, ma anche quando lo sono, in genere, è la parte emozionale-emotiva ad avere un’importanza maggiore.
Gli storici ravvedono gli albori del manga nelle rappresentazioni artistiche dell’arte giapponese del medioevo nipponico (un’arte in genere influenzata profondamente da quella della Cina classica), con i rotoli illustrati in opere che combinavano illustrazione e narrazione. Anche la pittura su paraventi potrebbe aver avuto una certa influenza.
Quale che sia l’origine storica, è indubbio però che sia stato il fumetto occidentale l’origine diretta del manga moderno, magari attraverso la fondamentale intermediazione della cultura tradizionale giapponese.
La transmedialità, generi e target. Avete mai sentito parlare di “transmedialità”? Questo fenomeno è particolarmente presente nel mondo della cultura pop giapponese. Immaginate una storia, un universo creativo, che non si limita a un solo mezzo di comunicazione, ma si espande e si arricchisce attraverso vari formati: dai romanzi alle light novel (romanzi con illustrazioni), dai videogiochi agli anime e ai manga.
Ogni mezzo di comunicazione aggiunge nuovi dettagli, arricchendo e sviluppando ulteriormente la trama. La caratteristica distintiva di questo fenomeno è che la storia può evolvere in modo autonomo, proseguendo anche quando si passa da un formato all’altro, e può persino svilupparsi lungo percorsi paralleli.
Qualcuno potrebbe dire: “niente di nuovo”, da secoli le narrazioni vengono riprese dalle arti visive, dai canti e così via. Tuttavia, la particolare esplosione della dimensione narrativa, con filoni autonomi, ma progressivi, è resa possibile proprio dai media moderni e dal modo di usufruirne.
Per dare qualche etichetta di classificazione, di seguito saccheggerò a piene mani dalla rete. Se nelle righe precedenti troverete anche interpretazioni di chi vi scrive, in quanto segue si tratta solo di riportare nozioni. Molte le ritroverete semplicemente in giro per il web, ma qui sono comodamente riunite e inserite in un discorso più ampio
Gli anime\manga si possono classificare per target e tematiche di massima. Ecco alcune di queste classificazioni:
– Kodomo (子供): pensati per bambini, ma spesso piaciono anche ad età diverse (es. “Pokémon”).
– Shōnen (少年): pensati per ragazzi adolescenti. (es. “One Piece” e “Naruto”).
– Shōjo (少女): pensati per ragazze adolescenti (ed. “Sailor Moon”).
– Seinen (青年): pensati per gioavani uomini adulti. (es. “Akira”).
– Josei (女性): pensati per giovani donne adulte. (es. “Nana”).
– Ecchi (エッチ): con contenuti erotici.
– Mecha (メカ): parola che deriva dall’inglese usata per indicare sia i famosi robot giganti pilotati da esseri umani (come i Gundam o i Mazinga)
– Spokon (スポ根): QContrazione delle parole giapponesi “supōtsu” (sport) e “konjō” (根性), forza, a tematica sportiva.
– Yaoi (やおい) e Yuri (百合): termini sono usati per indicare storie d’amore tra persone dello stesso sesso.
Chi pubblica in Italia questi prodotti? Ad una prima ricerca veloce, che mi riservo di precisare e correggere in futuro, ho trovato che tra i principali editori italiani di light novel ci sono Dokusho Edizioni, casa editrice indipendente fondata nel 2021 e J-Pop (vedi oltre). Mentre per quanto riguarda gli editori di manga, i principali sembrano essere la già citata J-Pop, etichetta di Edizioni BD, Star Comics, uno degli editori di manga più noti in Italia e Planet Manga, etichetta di Panini Comics. Altri editori sono FlashBook Edizioni, Magic Press Edizioni e Mangasenpai, quest’ultimo pare che pubblichi manga di origine europea.
Conclusioni. Se qualcuno ha avuto la pazienza di arrivare fin qui, spero che cominci a vedere con occhi diversi l’insieme di questi prodotti culturali, e che scorgendo da lontano l’angolo variopinto della libreria e del supermercato dove sono ammassate copertine colorate e ammiccanti, venga incuriosito e si avvicini senza timore. Qualsiasi età abbia la lettrice o il lettore.
La cultura pop giapponese, con i suoi anime, manga e light novel, prodotti paradossalmente portatori di specificità culturali di un paese e allo stesso tempo capaci di veicolare tematiche universali della nostra epoca, ha saputo conquistare un pubblico globale, Italia inclusa. La presenza di editori specializzati e di un mercato in buona salute anche nel nostro paese ne è una testimonianza tangibile.
Come dicevamo, la cultura pop non è, però, solo intrattenimento: è uno specchio della società che la produce, un mezzo per esplorare “temi umani” in genere e per riflettere sulla nostra realtà contemporanea e su noi stessi. In questo senso, l’interesse per il “Giappone pop” non è solo una moda, ma un fenomeno culturale con una sua rilevanza sociologica. Forse pesino filosofica.
Rieccomi! Ho dedicato un post a un anime che ha segnato la mia vita: https://wwayne.wordpress.com/2020/12/05/un-sogno-che-si-avvera/. Che ne pensi?
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Grazie, lo leggo volentieri! Poi riporto le mie impressioni.
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Letto. Testo nostalgico. E mi ci ritrovo. Devo dire che ha segnato anche la mia di vita in qualche modo. Quel senso di giustizia, epicità e “spiritualità” che dava quell’anime è ed era unica. Ma c’è un’altra cosa che salta all’occhio leggendo il tuo articolo, un po’ poetica e un po’ malinconica: il modo di sognare e desiderare dei bambini e dei ragazzini è cambiato tantissimo in pochi decenni; è incredibile.
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