LIBRI PER STUDIARE: Super Real Japanese, per imparare parole gergali e colloquiali
Si tratta di un volumetto di circa 200 pagine realizzato nella tipica grafica dell’editoria didattica giapponese (kawaii style). Ho acquistato Super Real Japanese a Ikebukuro un paio di anni fa; ricordo spesso con precisione le occasioni in cui mi procuro i libri di cui parlo, perché trovo suggestivo associare ogni volume a una storia.
Tornando al libro in oggetto, le sue ambizioni sono dichiarate fin dalla fascetta di copertina (che ho rigorosamente conservato): “Japanese for all situations”. Lo strillo di copertina rincara poi la dose: “Not in textbooks”.
Struttura del libro. Il libro è certamente molto utile e raccoglie molte espressioni gergali e colloquiali come “Figo!”, “Forte!”, “Sono a pezzi!” o “Che stiloso che sei…”, tanto per farvi capire il registro.
È diviso in sei capitoli che coprono altrettante aree tematiche. La più suggestiva è senz’altro “Being in love”: cosa dicono gli adolescenti giapponesi (e i loro genitori) quando si innamorano? Non è così facile sentirlo nella vita quotidiana, e la versione negli anime-manga potrebbe essere diversa da quella della vita reale, quindi si tratta di una sezione di grande interesse anche socio-linguistico.
In generale, il testo copre molte situazioni in cui si esprimono emozioni in modo immediato e naturale, tipiche di contesti caratterizzati da una forte familiarità con l’interlocutore, come la famiglia, gli amici o la scuola.
Pregi. Tra i punti di forza del libro c’è la promessa mantenuta: offre un giapponese parlato che si trova raramente nella manualistica tradizionale, soprattutto in quella edita in lingua italiana. Inoltre, la struttura è molto chiara: a sinistra il testo in inglese e a destra il corrispettivo giapponese, completo di caratteri e romaji per la pronuncia.
Difetti. L’uso della lingua inglese costringe però a un “doppio passaggio”: le espressioni gergali (che spesso non sono chiare se interpretate letteralmente) vanno prima comprese in inglese e poi rese in italiano. Per chi non mastica bene l’inglese, il lavoro potrebbe risultare gravoso. È però lo scotto da pagare per trovare materiale più completo rispetto a quello dell’editoria italiana, la quale, comunque, sta colmando il gap negli ultimi anni pubblicando testi sempre più approfonditi sulle lingue asiatiche.
Un altro difetto da rilevare è la parziale mancanza di contestualizzazione: a volte l’assenza di esempi d’uso non permette di capire immediatamente come usare l’espressione, costringendo il lettore a cercare in autonomia contesti reali per comprenderne appieno l’applicazione.
Conclusione. Tutto sommato, il libro è caldamente consigliato. Rientra a pieno titolo tra gli strumenti necessari per passare dallo studio di un giapponese “da manuale” a uno più colloquiale e naturale.
Il prezzo è accessibile: 1500 yen, che al cambio attuale corrispondono a poco più di 8,00 €. Potete acquistare questo pratico volumetto a questo indirizzo (con un prezzo leggermente più alto di quello che trovo sulla mia edizione, ma di poche decine di centesimi di euro): [Link al libro].