La vita come “lista”

L’arte delle liste. Semplificare, organizzare e conoscere meglio sé stessi

lista.jpgDi “vertigine della lista” ne aveva parlato anche il compianto Umberto Eco, con una profondità forse di altro tipo. Quale che sia il punto di vista a cui si guarda per descrivere il fenomeno “lista”, è indubbio che l’accumulo, il mucchio, e tutto ciò che riguarda un insieme numeroso e indefinito di oggetti sia una potentissima metafora, in arte come nella vita. A voler forzare le cose e a voler essere a tutti i costi filosofi, il mondo è in definitiva contenuto in una lista, forse finita, forse infinita, di oggetti, parole, stati. Alla giornalista e scrittrice francese Domenique Loreau, che vive in Giappone da oltre vent’anni, interessa questa potenzialità della lista, tanto da farne un libro. Il bel volumetto cartonato esce per una nota collana Vallardi ispirata alla filosofia e all’estetica del paese del Sol Levante, una vera e propria moda, ormai, quella del Giappone e di giapponeserie varie.

La Loreau, quindi, si farebbe anche mediatrice antropologica nei confronti dei suoi vecchi compagni occidentali, così presi dalla smania della complessità astratta da non vedere come il vero paradigma filosofico-organizzativo dell’esistenza sia una semplice lista ordinatrice della realtà.

La lista non è solo uno strumento organizzativo, ma anche di conoscenza di se stessi e del mondo. Un conto, infatti, è pensare a qualcosa che vi riguarda, un altro è verbalizzarlo dopo un processo di riflessione che vi faccia acquisire una certa consapevolezza. La lista dei “difetti”, delle “virtù”, delle vostre “debolezze”, de “L’immagine che hanno di voi gli altri”, e ancora, della aspettative, degli hobby, dei viaggi, dei luoghi in cui avete vissuto, delle persone che vi hanno influenzato… Insomma, l’infinità di dettagli, sfumature e angolazioni che potete ricavare dalle liste che vi descrivono è tale che forse si renderà superflua la seduta dall’analista. Nel libro si suggerisce, ad esempio, una lista delle cose che potrebbero rendervi troppo emotivi, come il parlare troppo di voi, il disaccordo col prossimo, le relazione affettive instabili, il criticare gli altri, il cercare di cambiarli, ecc. Niente di originale, certo, ma quale seduta di psicoterapia lo è?

Per rimanere su questo uso introspettivo della lista, dobbiamo aggiungere che un certo tipo di liste, oltre ad aiutarci a conoscerci meglio la nostra interiorità, ci è d’aiuto anche per vivere meglio. È il caso delle liste di “cose e situazioni che si accordano con il vostro io”, come le liste dei “posti in cui vi trovate a vostro agio”, “acconciature che vi donano”, “persone che vi fanno stare bene”, “attività che vi facciano sentire realizzati”, e così via. E per sapere chi siete e dove state andando? Ci sono le liste “dei libri letti, mostre viste, spettacoli a cui avete assistito, lezioni che avete imparato…”.

La variante più pratica della lista inizia ovviamente dalle priorità della settimana e dalle scadenze, ma via via l’uso dello strumento può evolvere in liste più sofisticate che contengano cose e azione “Per sfruttare meglio il tempo” è vivere più serenamente il vostro presente.

Come succede sempre in questi libri a tema, la lista finisce per fagocitare la vita intera: ecco che arriva le liste per liberarsi dei momenti difficili (lutti compresi, purtroppo), o quelle per riprendere coscienza dei vostri pensieri.

Al netto delle esagerazioni e di una visione un po’ prevedibile degli esseri umani e del loro mondo interiore, e tolta la pecca di qualche digressione superflua e di pretesa di saggezza orientale inflazionata, il libretto dell’autrice francese è tutt’altro che inutile, ed è una lettura pure piacevole che in definitiva consiglierei, a patto di non prenderla troppo sul serio.

La vita non rischia, però, di perdere di spontaneità e freschezza se inglobata in un universo infinito di liste? Spontaneità e pianificazione della vita non sono necessariamente da collocarsi in netta antitesi: forse vivere attraverso lo strumento delle liste ci aiuta ad essere ad un tempo spontanei e organizzati, perché ci spinge ad aprirci, ad analizzare noi stessi e ciò che ci circonda, restituendoci allo stesso tempo uno strumento di controllo sulla realtà. Ci provo.

Dominique Loreau, L’arte delle liste. Semplificare, organizzare e conoscere meglio sé stessi (ed. Vallardi, 2018).

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