LIBRI PER STUDIARE: il saggio di Anne Cheng
Proseguiamo con la nostra rubrica “Libri per studiare”, dedicata ai testi fondamentali per comprendere le lingue, la storia e le culture dell’Asia Orientale. Oggi ci spostiamo sul piano filosofico e storiografico con un’opera che definire “classica” è riduttivo: “Storia del pensiero cinese” di Anne Cheng. Pubblicato in Italia da Einaudi nella prestigiosa collana “Piccola Biblioteca”, questo saggio rimane uno strumento imprescindibile non solo per i sinologi, ma per chiunque voglia decifrare le radici intellettuali dell’intera Asia Orientale. L’autrice, Anne Cheng, è una figura di spicco nel panorama accademico internazionale. Titolare della cattedra di “Storia intellettuale della Cina” al Collège de France, rappresenta perfettamente il ponte tra Oriente e Occidente. Nata in Francia da genitori cinesi, la sua doppia appartenenza culturale le conferisce una sensibilità rara nel tradurre concetti complessi senza tradirne l’essenza originale. Ricordo persino di aver scorto la traduzione giapponese del suo testo in una libreria di Tokyo, segno del prestigio globale di cui gode quest’opera. Continua a leggere
La famosa diade concettuale di Apollineo e Dionisiaco esposta dal filosofo Friedrich Nietzsche ne La nascita della tragedia, ha avuto nel corso del Novecento e oltre una gran fortuna nel pensiero filosofico, imponendosi come una lente potente per analizzare le tensioni alla base della cultura occidentale e arrivando a influenzare anche letteratura e arte. Il concetto di Apollineo, che trae il suo nome dalla nota divinità greca, rappresenta il principio della razionalità, dell’ordine, della distinzione dei confini individuali e del sogno controllato. L’Apollineo è contrapposto da Nietzsche al Dionisiaco, in onore all’omonimo dio del vino e dell’estasi, principio che incarna al contrario la forza primordiale dell’ebbrezza, della dissoluzione dell’io nell’indistinto, della spontaneità naturale e della frenesia orgiastica.
L’interesse dell’Occidente per il Buddhismo è un fenomeno complesso e stratificato, il cui sviluppo abbraccia tre secoli di storia. In origine, nell’Ottocento, la dottrina del Buddha aveva attirato l’interesse di un’élite di intellettuali, alimentato dal fenomeno dell’Orientalismo, l’imitazione o rappresentazione di culture asiatiche fiorita dopo le esplorazioni coloniali, e dall’applicazione dei nuovi metodi filologici allo studio dei testi orientali. Questo approccio iniziale fu quindi prevalentemente accademico, artistico e filologico, non rispondendo ad esigenze di tipo spirituale.
ltre cinquecento pagine fitte di storia del pensiero, ma anche di minuziosi analisi antropologiche sul sostrato mitico-religioso autoctono del Giappone. È il contenuto del libro di Massimo Raveri, Il pensiero giapponese classico (Einaudi, 2014). Massimo Raveri è uno dei più noti specialisti di spiritualità e pensiero orientale, ed è docente di Religioni e Filosofie dell’Asia Orientale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Il suo testo è un riferimento per il settore, e tra le pagine del libro si trova qualcosa di più della sola storia del pensiero. Raveri ci conduce in un viaggio in cui pensare, credere e vivere sono perfettamente integrati, visto che i confini tra queste sfere dell’esistenza in Asia sono certamente meno sfumati che in Occidente. Almeno in epoche premoderne.