Banana Yoshimoto: tra sogno e alienazione

Il ruolo del romanzo “Kitchen“nella letteratura giapponese contemporanea

kitchenNegli anni Ottanta del XX secolo la visione di un Giappone che si faceva “pericoloso” sul piano economico e che andava minacciando il primato occidentale, aveva dominato la pubblicistica europea e statunitense. La stampa occidentale poneva il paese del Sol Levante nella stessa posizione oggi occupata dalla Cina nella narrazione dei media. Tuttavia, proprio quella crescita economica aveva permesso al paese di sviluppare una via autonoma anche in quei settori della cultura di massa che erano stati appannaggio dell’Occidente, e dell’America in particolare. Nei decenni Settanta e Ottanta, infatti, comincia quello sviluppo del settore dell’entertaiment riguardante il cinema di animazione e il fumetto (settori ormai conosciuti nel mondo con la dicitura giapponese anime e manga) che nei decenni successivi sarebbero diventati fenomeni della cultura di massa, facendo del Giappone un influencer mondiale. Va detto, d’altra parte, che la componente artistica, la ricerca di una narrazione esteticamente valida e veicolante valori e messaggi, non entrava in contraddizione con la natura di un mercato dell’intrattenimento che doveva forzatamente porre tra i propri obiettivi crescita e profitto: anime e manga col tempo sono diventati – pur dentro questa cornice – opere d’arte a tutto tondo. Continua a leggere “Banana Yoshimoto: tra sogno e alienazione”

“Iro Iro” di Giorgio Amitrano

In un libro divulgativo, una dichiarazione d’amore per la cultura giapponese

iroGiorgio Amitrano è un noto yamatologo, docente all’Orientale di Napoli. Il termine yamatologo forse è ormai desueto: designa uno studioso della cultura giapponese, in particolare della lingua e della letteratura. In questo suo Iro iro. Il Giappone tra pop e sublime, l’autore abbandona i panni dello studioso e si lascia andare un po’. Non un testo freddo, accademico, da specialista, ma un’incursione variopinta in vari ambiti della multiforme cultura nipponica. Quello di Amitrano è un vero, grande amore. Il lettore, al di là del contenuto, percepisce subito il tono incantato nel raccontarci del Giappone. Il libro è inframezzato da riflessioni con qualche nota biografica: da queste scopriamo che la passione per il Giappone iniziò negli anni universitari, che l’autore visse per alcuni anni a più riprese in varie città del paese, e che questa dimensione immaginativa non lo ha mai più lasciato da allora. Ma tale passione si era finora espressa nel linguaggio della didattica universitaria, degli articoli accademici. Continua a leggere ““Iro Iro” di Giorgio Amitrano”

Donne, amori e morte

Le case di piacere nel Giappone di fine Ottocento: il romanzo breve di Higuchi Ichiyō

Torbide

I quartieri di piacere sono ambientazione tipica di tante opere della letteratura giapponese. Non è difficile che il senso dell’impermanenza di tutte le cose introdotto dal Buddismo, ma latente nella mentalità di tante culture d’Asia, abbia contribuito a creare un corrispettivo laico, un “epicureismo” di tipo orientale che non è poi tanto dissimile dal suo omologo occidentale. Questo senso di godimento della vita presente, con i suoi piaceri effimeri, non poteva non coinvolgere anche la sfera sessuale, declinata in Giappone verso toni che da sempre hanno accesso la fantasia degli occidentali, condita com’è di arte, danza e musica, elementi seduttivi che le signore nei quartieri di piacere utilizzavano per sedurre gli uomini o, fuori di metafora, per adescare i clienti. Da qui la confusione che troppo spesso si continua a fare tra prostituzione e la figura della geisha, la prima mestiere identico a se stesso in tutti i tempi e in tutti i luoghi della storia umana, la seconda figura di donna-artista tipica della cultura nipponica, che vive un’esistenza esteticamente dentro l’arte (praticando con grande disciplina la danza, la musica e la ritualità ad essi connessa), che non pratica attività sessuali a pagamento, se non quando questo è concesso volontariamente.

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In Gogol’? c’è già tutto!

Un frutto del turbine di stimoli che travolsero la Russia moderna

anime morteC’è una definizione possibile dell’opera di Nikolaj Gogol’, scrittore russo (nato nell’odierna Ucraina) e ricompreso nel canone dei “classici”: Gogol’ è un prontuario di prototipi di personaggi della letteratura russa e universale delle epoche successive. Mi spiego meglio. Leggendo le sue opere, dai racconti, al più noto romanzo Le anime morte, e se si conoscono per sommi capi le linee di sviluppo principali della letteratura successiva, del grande romanzo ottocentesco e novecentesco europeo, si incontrano, appena accennati o già riconoscibili, temi, atmosfere, personaggi che poi la stessa letteratura europea e mondiale farà propri. Continua a leggere “In Gogol’? c’è già tutto!”

La Roma dei salotti culturali

Arguzia, stupore e potere del dialogo salottiero

romaQuando acquisto libri in contesti non familiari, vale a dire non nelle solite librerie in cui vado, ma in giro per il paese, per bancarelle, in ammuffite librerie di usato, e così via, sono solito mettere una notarella sul luogo e la data di acquisto, in fondo al libro. Pare che questa volta mi sia dimenticato di scrivere questa nota ausiliare della memoria, visto che il libretto Salotti romani dell’Ottocento, scritto da Ludovico Paolo Lemme e pubblicato da una casa editrice che non avevo mai sentito, non riporta né data, né luogo di acquisto. Il volumetto ha “solo” trent’anni, ma pare ben più antico per via della grafica retro. Non è stato, però, il valore antiquario del libro, peraltro nullo, a spingermi a comprarlo (forse a Bologna?), quanto il tema: il salotto culturale. Continua a leggere “La Roma dei salotti culturali”