Il Giappone dal 1945 a oggi

LIBRI PER STUDIARE. Il Giappone contemporaneo di Andrea Revelant

La storia costituisce lo scheletro portante di ogni approfondimento relativo a una specifica cultura. Anche se ci interessiamo a temi più specifici, come la lingua, la società, ecc., è comunque alla storia che bisogna guardare per avere un contesto che non renda il nostro oggetto di studio come qualcosa di decontestualizzato e astratto. Da poco ho terminato il voluminoso libro di Andrea Revelant, Il Giappone contemporaneo dal 1945 ad oggi, edito da Einaudi (2024). Sottolineo l’aggettivo “voluminoso” perché con le sue 600 pagine, un nutrito apparato di note e bibliografia, è davvero un’opera approfondita, oserei dire un punto di riferimento per il lettore italiano che desidera concentrarsi sulla storia contemporanea del Giappone. Continua a leggere “Il Giappone dal 1945 a oggi”

La natura non-duale della realtà

Analogie tra Shivaismo (induismo) e Buddhismo

Introduzione. Il Buddhismo sorse tra il VI e il V secolo a.C. in aperta polemica con la sclerotizzazione rituale della religione vedica, oggi comunemente designata con il termine moderno di induismo, parola-contenitore che in realtà raggruppa forme di religiosità affini, ma che non designa un sistema religioso monolitico e coerente. La progressiva cristallizzazione dei riti e l’incapacità di penetrare la profondità della coscienza, tipiche della religiosità popolare, spinsero il fondatore del buddhismo, Siddhartha Gautama (Buddha storico), a ricercare una nuova via di salvezza. Tuttavia, il Buddha rimaneva figlio del proprio tempo, e nella sua attività di ricerca preservò concetti metafisici fondamentali nati nel contesto indiano, quali il karma e il samsara. In questo breve articolo metteremo in rilievo come, nonostante il Buddhismo si sia configurato come un sistema filosofico e religioso autonomo e alternativo all’India Vedica, siano ancora ravvisabili significative analogie con il pensiero indiano, in particolare con la corrente dello Shivaismo. Continua a leggere “La natura non-duale della realtà”

Si fa presto a dire “giapponese”

LIBRI PER STUDIARE.  Storia della lingua giapponese. Dalle origini alla lingua moderna”, di P. Calvetti e G. Pappalardo (Hoepli)

Conoscere la storia di una lingua che si studia forse non è una tappa obbligata, ma per chi desidera penetrare in profondità quella lingua e la cultura che essa esprime, è certamente un viaggio affascinante che fornisce una prospettiva nuova anche alla nostra conoscenza della lingua concreta, quella della quotidianità. Difficile condensare in poche parole un invito alla lettura per il manuale di P. Calvetti e G. Pappalardo, La storia della lingua giapponese. Dalle origini alla lingua moderna, perché è un’opera che richiede un’attenzione particolare. Non a caso, si tratta di un testo universitario, sebbene si presenti come un compendio che descrive lo stato attuale delle conoscenze sulla storia della lingua giapponese. Continua a leggere “Si fa presto a dire “giapponese””

Il fiore e la rugiada

Sul dovere di essere felici. Un dialogo tra scienza, filosofia occidentale e pensiero buddhista

In un’epoca in cui la ricerca della felicità è ridotta a slogan, manuali rapidi e illusioni consumistiche, questo libro invita a fermarsi e a guardare in faccia la realtà. “Il fiore e la rugiada. Sul dovere di essere felici” propone un cammino tra filosofia occidentale, scienza e pensiero buddhista, alla ricerca di una gioia possibile che non fugge dal dolore e che nasce dalla consapevolezza del presente. Dalle mappe sempre più raffinate della scienza, capaci di spiegare il “come” dei fenomeni ma incapaci di catturare il loro significato ultimo, alle intuizioni dei grandi filosofi occidentali, il libro esplora i limiti della conoscenza e le illusioni di un mondo “oggettivo”. In parallelo, il pensiero orientale – dal Buddhismo al Daoismo – ci insegna a vedere la realtà come flusso, impermanente e interconnessa, dove la sofferenza (dukkha) nasce dall’attaccamento e dal desiderio di eternità. Continua a leggere “Il fiore e la rugiada”

Lanterne giapponesi

Breve storia di un’avventura linguistica: quando parole, storia e cultura si intrecciano

In cerca della parola giusta. Questa storia risale a qualche anno fa. Me ne sono però ricordato riguardando alcune delle mie “schede del lessico”. Da decenni, ormai (letteralmente), sono solito raccogliere in “schede”, fisiche, scritte a mano,  parole ed espressioni nuove che imparo nelle mie chiacchierate nelle lingue straniere, liste che poi integro in modo tematico. Una volta dovevamo aver parlato di templi buddhisti o qualcosa del genere. Mi ero messo a cercare la parola “lanterna” perché volevo esprimere la mia idea su un oggetto che avevo in mente. Certo, non avevo bisogno di conferma sulla complessità e la profondità delle lingue, ma ogni volta che vi inciampo, ne rimango affascinato. Ecco, quindi, che cercavo solo di capire come “dire” una parola, e sono invece rimasto avvolto da un vortice intrecciato di tempo e tradizioni. Continua a leggere “Lanterne giapponesi”

Introduzione al pensiero cinese

LIBRI PER STUDIARE: il saggio di Anne Cheng

Proseguiamo con la nostra rubrica “Libri per studiare”, dedicata ai testi fondamentali per comprendere le lingue, la storia e le culture dell’Asia Orientale. Oggi ci spostiamo sul piano filosofico e storiografico con un’opera che definire “classica” è riduttivo: “Storia del pensiero cinese” di Anne Cheng. Pubblicato in Italia da Einaudi nella prestigiosa collana “Piccola Biblioteca”, questo saggio rimane uno strumento imprescindibile non solo per i sinologi, ma per chiunque voglia decifrare le radici intellettuali dell’intera Asia Orientale. L’autrice, Anne Cheng, è una figura di spicco nel panorama accademico internazionale. Titolare della cattedra di “Storia intellettuale della Cina” al Collège de France, rappresenta perfettamente il ponte tra Oriente e Occidente. Nata in Francia da genitori cinesi, la sua doppia appartenenza culturale le conferisce una sensibilità rara nel tradurre concetti complessi senza tradirne l’essenza originale. Ricordo persino di aver scorto la traduzione giapponese del suo testo in una libreria di Tokyo, segno del prestigio globale di cui gode quest’opera. Continua a leggere “Introduzione al pensiero cinese”

Il Buddhismo in Asia Orientale. Cina, Corea, Giappone

Breve profilo della storia, delle scuole e del pensiero buddhista

Dalle origini indiane allo Zen: percorsi storici e scuole del Buddhismo in Asia Orientale. Questo agile volume ripercorre la storia del Buddhismo in Cina, Corea e Giappone da una prospettiva integrata, considerando l’Asia Orientale come uno spazio culturale unitario, plasmato dall’eredità della civiltà cinese e al tempo stesso segnato dall’originalità delle singole tradizioni nazionali.
Partendo dalle radici indiane e centro-asiatiche, il libro ricostruisce il percorso storico di diffusione e reinterpretazione del pensiero buddhista: dapprima in Cina, poi nella penisola coreana, e infine nell’arcipelago giapponese.

Il volume mostra come le antiche dottrine si siano intrecciate con le dinamiche politiche, sociali e culturali di ogni paese, dando vita a un Buddhismo specificamente asiatico orientale.
Dopo un profilo storico dedicato a ciascuna delle tre aree, si presentano le principali scuole dottrinali – tra cui la scuola Chan, conosciuta come Seon in Corea e Zen in Giappone – e altre correnti di rilievo come Huayan e Tiantai. Continua a leggere “Il Buddhismo in Asia Orientale. Cina, Corea, Giappone”

Quando l’autore svanisce: il battito umano dei fantasmi digitali

Emozioni senza volto e creatività condivisa nel pop giapponese: come cambia l’arte nel XXI secolo

All’inizio non lo sapevo che stavo ascoltando un “fantasma” del web. La sua voce era lì, in sottofondo, in una playlist nata quasi spontaneamente. Dopo settimane in cui quella melodia tornava a cercarmi con regolarità, ho deciso di dare un’occhiata al canale YouTube. È stato allora che ho scoperto il fenomeno dei Virtual Singers nella musica pop giapponese. La cantante che stavo ascoltando, Asu (明透), infatti “non esiste” nel senso convenzionale del termine. A proposito dei Virtual Singers, si tratta di un’architettura creativa che sfida il concetto tradizionale di identità. Artisti che esistono sotto forme digitali, ma le cui emozioni rimangono umane. Non parliamo di algoritmi e di prodotti dell’IA (almeno non totalmente), ma del risultato di un nuovo paradigma di autorialità collettiva, dove la tecnologia funge da maschera liberatoria per una schiera di musicisti, poeti e illustratori reali che operano nell’ombra. Continua a leggere “Quando l’autore svanisce: il battito umano dei fantasmi digitali”

Lingua giapponese in pratica

LIBRI PER STUDIARE: “Odekake Nihongo Kaiwa” della YouTuber Akane

Inauguriamo questa nuova rubrica, molto semplicemente intitolata “Libri per studiare”, dedicata a consigli pratici per l’apprendimento delle lingue, della cultura e della storia dell’Asia orientale. Il primo volume di cui voglio parlare è Odekake Nihongo Kaiwa della YouTuber Akane (titolo completo originale, 聞いて、話せる!おでかけ日本語会話). Si tratta di un libro per lo studio della lingua giapponese. Akane-san gestisce un canale YouTube molto seguito, con quasi 700.000 iscritti. Non sorprende, perché i contenuti sono curati con serietà e risultano davvero utili per lo studio della lingua giapponese, che è lo scopo principale del canale. Devo ammettere che non sapevo che Akane avesse pubblicato un libro sull’argomento. Seguendo talvolta i suoi video, ero concentrato sull’aspetto online, e la notizia mi era sfuggita. L’ho scoperto per caso una sera, in una libreria di Shinjuku, nel reparto lingue straniere: vedendo la sua foto in copertina, ho subito riconosciuto la nostra Youtuber. Continua a leggere “Lingua giapponese in pratica”

Lingue diverse, diversi modi di organizzare il mondo

Un confronto tra strutture delle lingue europee e il giapponese

Introduzione. Questo articolo esplora come famiglie linguistiche distinte, rappresentate dall’italiano (come esempio di lingua indoeuropea) e dal giapponese, organizzino concetti pragmatici universali quali l’espressione del consiglio, del desiderio e della necessità attraverso architetture grammaticali divergenti. Partendo da un’analisi della costruzione giapponese “-ta hō ga ii”, equivalente funzionale di espressioni come “è meglio…”, risulta chiaro come la realizzazione di significati affini avvenga non per stretta corrispondenza lessicale, ma attraverso principi sintattico-pragmatici differenti. L’analisi rivela una dicotomia tra un approccio dichiarativo ed esplicito, tipico delle lingue europee, e un approccio relazionale ed implicito, caratteristico del giapponese, suggerendo che la grammatica operi come un filtro cognitivo attivo nell’organizzazione dell’esperienza. Continua a leggere “Lingue diverse, diversi modi di organizzare il mondo”

Tensioni tra Cina e Giappone

L’Asia orientale, tra storia condivisa e tensioni del presente

La politica tende sempre a polarizzare e a generare tensioni. Per uno spazio come questo, e per la pagina social ad esso collegata che tratta temi culturali sull’Asia Orientale, non è mai ideale affrontarla in modo diretto. Tuttavia l’attualità delle tensioni tra Cina e Giappone mi spinge a condividere qualche riflessione. Mi trovo infatti nella particolare condizione di nutrire una profonda passione per entrambe le culture. I rapporti storici e culturali tra Cina e Giappone sono forse il tema che più mi affascina. Mi capita di “litigare” bonariamente con amici giapponesi lodando la Cina, così come di ricevere commenti poco lusinghieri quando con amici cinesi esprimo apprezzamento per il Giappone. Continua a leggere “Tensioni tra Cina e Giappone”

Lo “Specchio di Dioniso” in Asia Orientale

Le categorie Apollineo e Dionisiaco applicate a Buddhismo, Taoismo e Shintoismo

La famosa diade concettuale di Apollineo e Dionisiaco esposta dal filosofo Friedrich Nietzsche ne La nascita della tragedia, ha avuto nel corso del Novecento e oltre una gran fortuna nel pensiero filosofico, imponendosi come una lente potente per analizzare le tensioni alla base della cultura occidentale e arrivando a influenzare anche letteratura e arte. Il concetto di Apollineo, che trae il suo nome dalla nota divinità greca, rappresenta il principio della razionalità, dell’ordine, della distinzione dei confini individuali e del sogno controllato. L’Apollineo è contrapposto da Nietzsche al Dionisiaco, in onore all’omonimo dio del vino e dell’estasi, principio che incarna al contrario la forza primordiale dell’ebbrezza, della dissoluzione dell’io nell’indistinto, della spontaneità naturale e della frenesia orgiastica. Continua a leggere “Lo “Specchio di Dioniso” in Asia Orientale”

Il Buddhismo e l’Occidente

Storia di un tradimento o fase nuova?

L’interesse dell’Occidente per il Buddhismo è un fenomeno complesso e stratificato, il cui sviluppo abbraccia tre secoli di storia. In origine, nell’Ottocento, la dottrina del Buddha aveva attirato l’interesse di un’élite di intellettuali, alimentato dal fenomeno dell’Orientalismo, l’imitazione o rappresentazione di culture asiatiche fiorita dopo le esplorazioni coloniali, e dall’applicazione dei nuovi metodi filologici allo studio dei testi orientali. Questo approccio iniziale fu quindi prevalentemente accademico, artistico e filologico, non rispondendo ad esigenze di tipo spirituale. Continua a leggere “Il Buddhismo e l’Occidente”

Perché gli italiani amano così tanto il Giappone?

Tra influencer, semplificazioni e idealizzazioni, storia di uno strano amore

Penso che questo fenomeno sia così particolare, socialmente e mediaticamente, da risultare difficile da spiegare anche da parte degli esperti di comunicazione. Perché, già da qualche decennio, il Giappone è così di moda tra gli italiani? Sono convinto che questa popolarità non derivi solo da un mio “effetto algoritmo”. Mi occupo di questa tematica da tempo, così i social e i dispositivi che uso mi mostrano costantemente contenuti legati al Giappone. Si rischia di confondere la mia “rappresentazione algoritmica” personalizzata con la realtà. Ma in effetti, se osserviamo attentamente, la presenza di contenuti legati al Giappone è davvero enorme. La domanda iniziale non ha risposte semplici. Il legame tra italiani e il Paese del Sol Levante va spiegato non soltanto attraverso fenomeni sociali e mediatici, ma anche valutando se esista un’insospettabile affinità culturale. Ma proviamo ad affrontare questo fenomeno in modo più sistematico. Continua a leggere “Perché gli italiani amano così tanto il Giappone?”

Gli ultimi giorni di Teresa Teng

La fragilità e la normalità di una star della musica asiatica

L’8 maggio 1995 l’Asia intera fu scossa dalla scomparsa improvvisa e prematura, a soli 42 anni, della cantante cinese-taiwanese Teresa Teng, conosciuta nelle aree di lingua cinese con il suo vero nome, Dèng Lìjūn (邓丽君). Nata nel 1953 a Taiwan, Teresa Teng divenne un’icona della musica pop grazie alla sua voce delicata e al tono emotivo con cui interpretava i temi universali delle sue canzoni, tra i principali l’amore e la nostalgia. Il suo stile musicale, un pop melodico declinato in senso asiatico, era caratterizzato da una fusione tra musica tradizionale cinese e arrangiamenti occidentali. Tra le principali hit si ricordano 《月亮代表我的心》 The Moon Represents My Heart, inno romantico simbolo del suo repertorio, 《我只在乎你》 I Only Care About You, una ballata malinconica a tema amoroso, e 《甜蜜蜜》 Sweet as Honey, un motivo allegro divenuto la colonna sonora di un’epoca. Continua a leggere “Gli ultimi giorni di Teresa Teng”

Hong Kong, l’anima di una città incredibile

Tra storia, cinema e letteratura, l’essenza di una delle metropoli più straordinarie dell’Asia.

Hong KongOpera a metà strada tra diario di viaggio, saggio e opera letteraria, Hong Kong. L’anima di una città incredibile cerca di svelare l’essenza e l’identità di una delle metropoli più affascinanti dell’Asia Orientale. Dopo una breve introduzione sulla storia di Hong Kong, il libro esplora vari temi chiave: l’influenza del paesaggio urbano sulla visione della vita degli abitanti, il modo in cui vengono vissuti gli spazi sociali, la storia dello sviluppo architettonico e la dimensione linguistica, letteraria e spirituale della città. Cinema e letteratura hanno creato un immaginario collettivo della città, dipingendola ora come intima e romantica “Parigi d’Oriente”, ora come la violenta città delle Triadi. Ma soprattutto, questo libro racconta della Hong Kong autentica e genuina che si cela dietro la facciata di centro finanziario globale: la città vibrante dei mercati rionali, dei piccoli templi incastonati tra i grattacieli, dei parchi cittadini pieni di vita. Continua a leggere “Hong Kong, l’anima di una città incredibile”

I mercati di Sham Shui Po

Qualche estratto del libro (in bozza) “Hong Kong, l’anima di una città incredibile”, di prossima uscita

469748425_512796455124072_4560471979445824616_n[…] Intenzionato a scoprire la vera anima della città, imbocco Nathan Road verso nord con l’idea di percorrerla per un tratto e poi deviare verso nord-ovest, e arrivare così al distretto di Sham Shui Po. È lì che si trovano i mercati rionali più vivaci di Hong Kong, ed è lì che, a quanto pare, non troverò traccia di stranieri occidentali e di turisti. La vita vera, insomma, quella che sto cercando. Alla fine, avrò vagato per la vecchia Hong Kong per circa otto ore, e tornerò esausto al mio hotel, ma entusiasta per l’umanità riscoperta, con immagini vere e piene di vita negli occhi. Continua a leggere “I mercati di Sham Shui Po”

Dalla punta di pennello alle insegne al neon

Il fascino della scrittura: i caratteri cinesi

462576640_582797030897519_1803263300431755273_nIn ogni manuale di introduzione alla scrittura o alla grammatica delle lingue che usano i caratteri cinesi (in cinese 汉字 hànzì, in giapponese 漢字 kanji), troverete un minimo di storia di questo antichissimo metodo di scrittura, tanto complicato quanto affascinante e incredibilmente espressivo. Scoprirete che i caratteri sono gli stessi, o quasi, nelle lingue cinese e giapponese, ma con delle differenze. Nella Cina continentale negli anni ’50 sono stati introdotti i caratteri semplificati per aumentare l’alfabetizzazione: lo scopo era rendere la scrittura più semplice, riducendo il numero di tratti necessari per un carattere. Questo ha sì semplificato i caratteri tradizionali, permettendo a più persone di imparare a leggere e scrivere, ma in qualche caso ha eliminato il segno “semantico” che rendeva il carattere significativo, talvolta impoverendo il carattere che ne è risultato. Taiwan e Hong Kong hanno invece scelto di mantenere i caratteri tradizionali non semplificati. Questi caratteri sono più vicini a quelli usati nella letteratura classica. Continua a leggere “Dalla punta di pennello alle insegne al neon”

Poetesse cinesi della dinastia Tang

Il riconoscimento delle donne nella letteratura cinese

tang dinasty womanIntroduzione: scrittura e potere (maschile). Se si eccettuano quelle società di un remoto passato che su base soprattutto archeologica ipotizziamo fossero organizzate in senso “matriarcale”, per gran parte della storia umana, a tutte le latitudini e presso tutte le civiltà, la cultura dominante si è espressa attraverso gli uomini. È indubbio che i presupposti principali di questo dominio si siano innescati e abbiano continuato ad agire grazie a fatti di natura strettamente biologica della diversità di genere: vale a dire l’esercizio della forza e, in ultima analisi, della violenza, anche se solo minacciata o potenziale. Questo accade anche oggi, pure nelle cosiddette società ove vige lo stato di diritto e in seguito ai progressi e ai diritti civili conquistati dalle battaglie femministe dei decenni passati, battaglie così diverse dalle pose di maniera spesso insincere e strumentali del nostro tempo. Continua a leggere “Poetesse cinesi della dinastia Tang”

Le solitudini di Tokyo

Giovani suicidi e solitari espatriati: il lato malinconico della metropoli asiatica

Sei AshinaLo sguardo sulla città. Come ha potuto una società collettivista, dove il gruppo è più importante dell’individuo e dove le relazioni e la gerarchia sono fondamentali, diventare una società frammentata, composta da individui che corrono, indaffarati e spesso soli, come atomi isolati che roteano nel vuoto? Tokyo non è il Giappone, è un’eccezione. Come lo sono tutte le grandi metropoli. La vera vita “media”, forse, è quella dei piccoli centri, delle medie città di provincia. Ma Tokyo, in quanto eccezione, contiene ciò che è tradizionale, tipico della cultura del luogo, e allo stesso tempo ciò che se ne discosta. Dopo tre anni che trascorro qui buona parte dell’autunno, comincio lentamente e con fatica a farmi un’idea più profonda della città. Non tanto nelle sue manifestazioni esteriori e nella sua urbanistica, ma in quello che potrei chiamare “l’intima emotività” di Tokyo. Continua a leggere “Le solitudini di Tokyo”